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“Proprio quella fila…”. Il ‘famigerato’ numero di posto in aereo che i passeggeri temono

  • Storie

Ci sono numeri che, per una serie di coincidenze, finiscono per assumere un significato particolare. È quanto sta accadendo alla fila 11 degli aerei, tornata al centro dell’attenzione non per la comodità dei sedili o per lo spazio riservato ai passeggeri, ma per due episodi drammatici avvenuti a poco più di un anno di distanza.

Da una parte c’è l’unico superstite di una delle tragedie aeree più gravi degli ultimi anni. Dall’altra un passeggero che ha rischiato di essere risucchiato fuori da un finestrino, ma è stato salvato in extremis dalle persone che si trovavano accanto a lui. Due storie segnate dal terrore, unite però anche da una sopravvivenza quasi miracolosa e dallo stesso dettaglio: entrambi viaggiavano nella fila 11.

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“Proprio quella fila…”. Il ‘famigerato’ numero di posto in aereo che i passeggeri temono

Il primo episodio risale al 12 giugno 2025, quando il volo Air India AI171, un Boeing 787 Dreamliner diretto da Ahmedabad a Londra Gatwick, precipitò appena 32 secondi dopo il decollo. L’aereo si schiantò contro un edificio del collegio medico della città indiana. Il bilancio fu devastante: 241 morti tra passeggeri ed equipaggio e altre 19 vittime a terra.

ra le 242 persone presenti a bordo si salvò soltanto Vishwash Kumar Ramesh, cittadino britannico di 40 anni originario di Leicester. L’uomo occupava il posto 11A, accanto a un’uscita di emergenza. Secondo la sua testimonianza, la parte della fusoliera in cui si trovava si staccò e toccò terra in maniera meno violenta rispetto al resto dell’aereo. Ramesh riuscì a liberarsi dalla cintura e a uscire da uno squarcio vicino al portellone, riportando ferite lievi e ustioni a una mano.

La stampa britannica ribattezzò immediatamente l’accaduto “il miracolo del sedile 11A”. La vicenda provocò anche una reazione curiosa tra i viaggiatori: nelle settimane successive molti iniziarono a richiedere proprio quel posto, arrivando in alcuni casi a pagare un sovrapprezzo pur di sedersi lì o comunque nella stessa fila. Non era neppure il primo precedente: nel 1998 il cantante e attore thailandese James Ruangsak Loychusak era sopravvissuto a un incidente della Thai Airways mentre occupava proprio l’11A. Dopo il disastro dell’Air India, lui stesso parlò di una coincidenza «inquietante».

A riportare ora la fila 11 sotto i riflettori è stato un volo Ryanair, operato da Malta Air, partito da Salonicco e diretto a Memmingen, in Germania. Poco dopo il decollo, il motore destro del Boeing 737-800 avrebbe subito un cedimento. Alcuni frammenti metallici colpirono la fusoliera, mandarono in frantumi un finestrino e provocarono una rapida decompressione della cabina.

Il passeggero seduto accanto al finestrino, un turista serbo di 61 anni, venne parzialmente risucchiato verso l’esterno, ritrovandosi per alcuni istanti con la testa e le spalle fuori dall’aereo. A salvarlo furono la moglie e altri passeggeri, che riuscirono a tirarlo dentro e a trattenerlo fino all’atterraggio d’emergenza a Salonicco. L’uomo riportò ustioni da attrito e un forte shock, ma sopravvisse. Il suo posto era l’11F.

Un episodio simile, nel 2018, aveva avuto un esito tragico su un volo Southwest Airlines, quando una passeggera morì dopo essere stata risucchiata verso un finestrino distrutto dai detriti di un motore. Questa volta, invece, l’intervento immediato dei compagni di viaggio ha evitato il peggio. Ed è così che la fila 11 continua a dividere i passeggeri: un numero da temere per gli episodi drammatici ai quali è legato, oppure da considerare fortunato per le incredibili storie di sopravvivenza che vi si sono consumate.


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