Una scuola all’interno del campo profughi di al-Bureij, nella Striscia di Gaza, è stata colpita due volte nello stesso giorno dall’aviazione israeliana, martedì 6 maggio. La struttura ospitava numerosi sfollati. Nel primo attacco sono rimaste uccise 20 persone, mentre altre 9 hanno perso la vita nel secondo bombardamento, avvenuto a distanza di poche ore. Secondo fonti sanitarie locali, altre due persone sono poi decedute a causa delle ferite riportate.
Le immagini che arrivano da Gaza mostrano momenti drammatici: esplosioni, urla, corpi straziati e una corsa disperata per salvare i feriti – molti dei quali bambini – mentre le fiamme divorano ciò che resta dell’edificio colpito. I feriti sono stati trasportati all’ospedale Al Awda di Nuseirat, una struttura medica già presa di mira più volte durante i bombardamenti, e dove anche il personale sanitario lavora in condizioni estreme, a rischio della propria vita.

Gaza, cantante di 14 anni muore in un raid israeliano
L’esercito israeliano ha rivendicato l’operazione, dichiarando di aver preso di mira “militanti” che operavano da quello che viene descritto come un centro di comando utilizzato per lo stoccaggio di armi e per pianificare attacchi contro Israele. Ma a pagare il prezzo più alto, ancora una volta, sono stati i civili. In tutta la Striscia, solo nella giornata di martedì, almeno 46 palestinesi sono stati uccisi nei raid aerei, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie locali.

Tra le vittime c’è anche una giovanissima voce di Gaza: un cantante di appena 14 anni, diventato virale sui social per le sue canzoni struggenti che raccontavano la guerra, la sofferenza e il desiderio di pace. Il ragazzo aveva conquistato il cuore di migliaia di persone su TikTok, Instagram e X, diventando un simbolo di speranza per molti. La sua morte ha scatenato un’ondata di cordoglio online, mentre si moltiplicano i messaggi che ne celebrano il coraggio e la forza con cui ha dato voce al suo popolo attraverso la musica.


Hassan Ayyad, a Palestinian boy known for singing about war in Gaza and life under siege, has been killed in an Israeli military attack. pic.twitter.com/BQgRn8iiJC
— Al Jazeera English (@AJEnglish) May 6, 2025
Hassan Ayyad cantava con voce straziante: “Con gli aerei da guerra, abbiamo assaporato il sapore della morte, un attacco aereo da terra e da mare. Hanno bloccato i valichi – la gente muore di fame. Sii testimone, mondo, di ciò che hanno fatto, hanno distrutto case, mentre gli arabi dormono tranquilli…”. “Oggi la sua voce è stata messa a tacere per sempre… Il bambino che cantava della morte si è ora unito a coloro che piangeva: il suo addio è stato nobile quanto le sue parole”, ha scritto il giornalista di Gaza Mahmoud Bassam su X. Bassam è uno dei tanti che si sono riversati sui social media per lamentare l’uccisione di Ayyad nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale.


