Per oltre mezzo secolo è rimasto uno dei più inquietanti cold case irrisolti, una ferita aperta che ha attraversato generazioni senza mai trovare una risposta. Oggi, a distanza di 52 anni, quella lunga attesa è finalmente terminata: un’indagine che sembrava destinata a restare senza colpevole ha trovato una soluzione grazie ai progressi della scienza e alla determinazione di chi non ha mai smesso di cercare la verità.
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Per anni, infatti, il caso è stato simbolo di mistero irrisolto, con indizi frammentari e piste mai davvero decisive. Le tecnologie investigative dell’epoca non erano sufficienti a dare un volto all’assassino, e nonostante identikit e segnalazioni, ogni tentativo si era rivelato inutile. Ma qualcosa, negli ultimi tempi, ha cambiato radicalmente il corso della storia.

Risolto il caso: chi è l’assassino
È solo entrando nel cuore della vicenda che emerge tutta la drammaticità dei fatti. Era l’11 gennaio 1974 quando il figlio più piccolo di Barbara Waldman, appena sceso dallo scuolabus, fece una scoperta sconvolgente: la madre, 31 anni, giaceva senza vita nella loro abitazione. Il delitto avvenne a Oceanside, nello stato di New York, dove la donna viveva con il marito e i tre figli. L’aggressione fu brutale: la vittima venne stuprata e uccisa con un colpo di pistola alla nuca al secondo piano della casa.

Nonostante le indagini immediate e un identikit dell’aggressore, il caso non portò mai a un arresto. Solo oggi, grazie a nuove tecniche di analisi del dna e alla genealogia genetica investigativa, gli inquirenti sono riusciti a identificare il responsabile: si tratta di Thomas Generazio, un netturbino che viveva nello stesso quartiere. Il suo DNA, recuperato dalle prove dell’epoca, è stato collegato al caso attraverso tecnologie moderne.
La notizia ha raggiunto la famiglia Waldman dopo decenni di attesa, chiudendo un capitolo doloroso. “Era del posto. Viveva letteralmente tra noi. Sono rimasta scioccata”, ha raccontato la figlia Marla Waldman Conn, che all’epoca aveva appena 7 anni. Per anni, tra i sospettati, era finito anche il padre, poi scagionato. “Nonostante molti cittadini e vicini si fossero fatti avanti e avessero segnalato degli avvistamenti, l’omicidio non era mai stato risolto”, ha ricordato ancora Marla.
Anche il fratello Larry Waldman ha commentato la svolta con parole cariche di emozione: “È una rivincita per mio padre, Gerry Waldman, che è morto senza sapere chi fosse l’assassino e perché avesse ucciso mia madre”. E ha aggiunto: “Non si tratta di cercare una punizione legale ma è una liberazione emotiva e psicologica”. Il sospettato, infatti, è morto nel 2004 a causa di un cancro, senza mai essere stato indagato.
Un destino beffardo ha segnato anche quell’anno: proprio nel 2004, grazie all’evoluzione delle tecniche di confronto del DNA, la polizia riuscì a escludere definitivamente il marito della vittima. Tuttavia, anche lui morì poco dopo, senza conoscere la verità sull’omicidio della moglie.
La riapertura del caso nel 2022, inizialmente legata alle dichiarazioni del serial killer Richard Cottingham, ha dato il via a una nuova fase investigativa. Pur non essendo coinvolto, le sue confessioni hanno permesso di estrarre un profilo genetico completo dalle prove. Da lì, l’FBI e la polizia di Nassau hanno seguito la pista della genealogia genetica fino ad arrivare al nome di Generazio. Dopo un anno e mezzo, la conferma definitiva: più di mezzo secolo dopo, il caso di Barbara Waldman è stato finalmente chiuso.


