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Nuovo ct Italia, finalmente è arrivato l’annuncio di Malagò

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C’è un momento, quando le cose vanno storte, in cui capisci che non puoi più rimandare. E intorno alla Nazionale azzurra quell’aria si sente da settimane: aspettative, nervi scoperti, voglia di ripartire. Ora però è arrivata una promessa precisa, con un conto alla rovescia che mette tutti davanti alle proprie responsabilità.

Al termine del primo Consiglio federale, il nuovo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha messo sul tavolo una scadenza netta: entro una settimana verranno definite le decisioni che riguardano la guida tecnica dell’Italia. Non solo la panchina, ma anche un’altra casella chiave che può cambiare il volto del progetto azzurro.

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Il countdown è partito: “Entro una settimana”

Il messaggio di Malagò è suonato come un’accelerazione vera, di quelle che si fanno quando capisci che serve un segnale forte, subito. Il punto è che non si tratta di una scelta singola: le valutazioni coinvolgono commissario tecnico e direttore tecnico, due figure che dovranno parlare la stessa lingua e muoversi nella stessa direzione.

E qui arriva il dettaglio che sposta l’attenzione: la scelta dell’allenatore, almeno per ora, non è la prima tessera da piazzare. Malagò ha spiegato che la priorità è individuare prima la figura del direttore tecnico, perché da lì dipenderà anche il tipo di ct da cercare e il modello di Nazionale da costruire.

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La panchina azzurra resta un rebus (per ora)

Chi sperava in un annuncio immediato, o almeno in una lista ufficiale, deve frenare l’entusiasmo. Malagò ha chiarito che il processo di scelta non è ancora definito e che, al momento, non risultano contatti ufficiali con i candidati. Tradotto: niente nomi messi nero su bianco, niente telefonate “decisive”, almeno pubblicamente. Ma è proprio questa attesa a far rumore. Perché quando si parla di Nazionale, ogni silenzio diventa un indizio e ogni giorno senza certezze alimenta discussioni, ipotesi, speranze. E intanto l’obiettivo dichiarato resta uno: riorganizzare l’area tecnica e dare un senso, finalmente, a un progetto che convinca tutti.

Nel cuore delle valutazioni c’è quindi il direttore tecnico. Una figura che non è solo “di contorno”, ma che può influenzare tutto: identità, scelte, linea con i club, prospettiva sulle giovanili e, soprattutto, la credibilità del nuovo corso.

Tra i nomi che circolano, uno spicca e fa parlare più degli altri: Paolo Maldini. Malagò non ha confermato né escluso nulla, sottolineando che il lavoro è ancora in corso e che le opzioni restano aperte. Però è chiaro che, quando entra in gioco un simbolo come Maldini, l’effetto è immediato: entusiasmo, scetticismo, curiosità. E una domanda che rimbalza ovunque: è davvero possibile?

Soldi, sponsor e l’aiuto (atteso) della Serie A

Dietro alle scelte, però, c’è anche una questione molto concreta: il budget. Malagò ha parlato senza giri di parole delle difficoltà economiche federali, spiegando che per sostenere i progetti della Nazionale servirà un supporto più forte da parte del sistema calcio e degli sponsor.

In questo quadro, il presidente FIGC ha accolto positivamente l’ipotesi di un intervento della Lega Serie A per contribuire al finanziamento. Un tema che verrà discusso nelle prossime assemblee: perché alla fine, al di là dei nomi e delle suggestioni, il progetto si regge anche su risorse e organizzazione.

Malagò ha poi toccato un punto che pesa più di quanto sembri: l’idea dell’allenatore totalmente “integrato” nel sistema federale, quello che cresce e lavora dentro una filiera, oggi è sempre più rara nel calcio moderno. Il mondo va veloce, e le Nazionali che funzionano sono spesso quelle con strutture solide e competenze allargate.

Il messaggio, neanche troppo nascosto, è che le prossime scelte dovranno tenere conto di un modello organizzativo aggiornato, più vicino al calcio internazionale. E adesso che c’è una scadenza così ravvicinata, la sensazione è una sola: tra pochi giorni sapremo se l’Italia ha davvero deciso di voltare pagina.


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