Jannik Sinner scrive un’altra pagina di storia. Il tennista azzurro conquista ancora una volta il torneo più prestigioso del mondo e dimostra di essere il punto di riferimento assoluto del circuito internazionale. Sul prato londinese arriva un’altra impresa destinata a restare negli annali: il numero uno del ranking Atp difende il titolo e aggiunge un nuovo capitolo a una carriera già straordinaria.
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L’attesa era enorme e la finale non ha tradito le aspettative. Dall’altra parte della rete c’era un Alexander Zverev deciso a interrompere una lunga serie di sconfitte contro l’italiano, ma alla fine è stato ancora Sinner a festeggiare. Il successo è arrivato in quattro set con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-3, 6-4: una vittoria che vale il secondo Wimbledon consecutivo, il primo Slam del 2026 e il quinto titolo Major della sua carriera, dopo i due Australian Open e gli US Open già conquistati.

Una finale spettacolare che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso
A fare da cornice alla sfida c’era una Royal Box gremita di personalità illustri. Tra gli spettatori erano presenti il Principe William insieme a Kate, oltre a star internazionali come Dustin Hoffman e Nicole Kidman. In campo, però, i riflettori erano tutti puntati sui due protagonisti. Zverev parte con un tennis di altissimo livello, servendo in maniera impeccabile e mettendo finalmente in difficoltà il rivale dopo nove sconfitte consecutive negli scontri diretti. Il primo parziale si decide inevitabilmente al tie-break, combattutissimo fino all’ultimo punto: il tedesco sfrutta il primo passaggio a vuoto del numero uno del mondo e chiude 9-7 dopo un’ora e cinque minuti di gioco.

Per molti quella poteva essere la svolta della finale, ma Jannik Sinner dimostra ancora una volta perché occupa la vetta della classifica mondiale. Anche nel secondo set regna l’equilibrio assoluto, con entrambi i giocatori impeccabili al servizio. Quando si arriva nuovamente al tie-break, però, cambia completamente il copione: l’azzurro prende subito il controllo degli scambi, conquista due mini-break consecutivi e vola rapidamente sul 7-2, ristabilendo la parità e cambiando definitivamente l’inerzia dell’incontro.

Il terzo set regala anche uno dei momenti più belli sotto il profilo umano. Dopo aver annullato una delicatissima palla break con uno splendido rovescio lungolinea, Zverev scivola e sembra accusare un problema al ginocchio. Senza esitazione, Sinner attraversa il campo e lo aiuta a rialzarsi, ricevendo gli applausi del pubblico londinese per il gesto di grande sportività. Un episodio che conferma ancora una volta il carattere del campione italiano.
Con il passare dei minuti le energie del tedesco iniziano a diminuire. Nell’ottavo game del terzo parziale arrivano un doppio fallo e un errore di diritto che spalancano a Sinner la prima vera occasione dell’incontro. L’azzurro non perdona, conquista il break dopo quasi tre ore di battaglia e prende definitivamente il comando della finale. Poco dopo chiude il set 6-3, portandosi a un solo parziale dal sogno di confermarsi campione sull’erba londinese.
Nel quarto set Zverev prova un ultimo assalto, ma Sinner continua a rispondere con lucidità e precisione. Il momento decisivo arriva nel settimo gioco: dopo aver annullato due occasioni per l’italiano, il tedesco deve arrendersi sulla terza palla break. È il colpo che indirizza definitivamente la finale. Alle 20:51 italiane il numero uno del mondo serve per il titolo, resiste all’ultimo tentativo dell’avversario, conquista il match point con uno scambio spettacolare e chiude con un dritto vincente. Il tuffo sull’erba del Centre Court sancisce il trionfo: Jannik Sinner è ancora il re di Wimbledon.
La cerimonia conclusiva ha regalato un’ultima curiosità che molti appassionati non conoscono. Come impone la tradizione dello Slam londinese, il campione ha dovuto restituire il prestigioso trofeo appena ricevuto. La coppa originale, infatti, resta custodita a Wimbledon, mentre al vincitore viene consegnata una replica ufficiale. Un dettaglio simbolico che rende ancora più speciale il successo dell’azzurro, ormai entrato definitivamente nella leggenda del tennis mondiale.


