C’era grande attesa oggi all’aeroporto di Bolzano, dove un centinaio di persone si erano radunate fin dal primo pomeriggio, con il sogno di vedere da vicino il protagonista di un’impresa epocale per il tennis italiano. Molti erano ragazzi, altri famiglie intere, tutti con lo sguardo puntato verso la pista, pronti a salutare con entusiasmo il primo italiano ad aver trionfato a Wimbledon. Ma l’attesa si è trasformata presto in delusione: Jannik Sinner non è mai sceso dal jet privato che lo aveva riportato in patria dopo il successo londinese.
Alle 16.20, l’aereo era effettivamente atterrato, ma invece di sbarcare e concedersi ai fan per qualche foto o autografo, il campione ha proseguito il viaggio senza nemmeno mettere piede a terra. Secondo indiscrezioni, la destinazione potrebbe essere Montecarlo, la città dove Sinner risiede da tempo. Una scelta che ha lasciato l’amaro in bocca ai presenti, molti dei quali avevano atteso per oltre un’ora, armati di smartphone e cartelloni, pronti a celebrare il loro beniamino. Sul piazzale sono scesi solo il fratello Mark, anch’egli presente a Wimbledon, e il manager Alex Vittur. Poco dopo, le transenne e le misure di sicurezza sono state smantellate dagli agenti e dagli addetti aeroportuali.
“Ecco chi è”. Jannik Sinner, perché si parla poco del fratello Mark: le rivelazioni del tennista

Sinner, delusione all’aeroporto di Bolzano
La scelta del tennista, per quanto comprensibile alla luce dell’intensa fatica fisica e mentale dei giorni londinesi, ha sorpreso. Sinner ha infatti scritto una delle pagine più gloriose dello sport italiano: mai prima di lui un atleta del nostro Paese era riuscito ad alzare il trofeo del torneo più antico e prestigioso del mondo. Dopo la vittoria contro Carlos Alcaraz, il numero uno del mondo aveva detto: “Ho quasi pianto. Ho sempre detto che Wimbledon è il torneo di tennis, qui si respira la storia e anche soltanto passeggiare qui è davvero speciale”. E ancora: “Vincere questo torneo è stato senza dubbio il momento più speciale della mia vita su un campo da tennis. Ovviamente fuori dal campo esistono priorità più importanti, ma come tennista vincere Wimbledon è stato incredibile”.

Parole che hanno acceso l’orgoglio di un’intera comunità, a partire dal suo paese natale, Sesto, in val Pusteria, dove risiede ancora la sua famiglia. Il sindaco Thomas Summerer aveva già avvertito che la finale avrebbe rappresentato qualcosa di memorabile: “Già dopo la semifinale avevamo capito che quella di domenica sarebbe stata una giornata storica. Poi è arrivata questa straordinaria vittoria, in una maniera da numero uno. Il coronamento di una carriera”. Il primo cittadino sperava in un ritorno, anche breve, del suo concittadino più illustre, magari per una celebrazione spontanea: “È molto difficile sapere quando torna, dopo il Roland Garros era stata una cosa successa all’improvviso. Naturalmente sarebbe una gioia vederlo qui a Sesto”.


Ma per ora, le priorità sembrano altre. Sinner aveva annunciato già nei minuti successivi al trionfo londinese di volersi ritagliare qualche giorno per staccare la spina, recuperare energie e prepararsi al meglio per gli appuntamenti imminenti. All’orizzonte ci sono infatti due tornei fondamentali nella sua stagione: il Masters-1000 di Toronto e quello di Cincinnati, entrambi trampolini di lancio verso l’ultimo grande obiettivo dell’anno, gli Us Open. Un cammino ancora lungo, che richiede concentrazione assoluta e riposo. Anche se questo, inevitabilmente, significa rinviare l’incontro con chi, da casa, lo ha sostenuto passo dopo passo in questa storica cavalcata.


