Continua a pesare l’ombra di possibili imbarazzi per gli organizzatori della cerimonia degli Oscar 2016. Dopo le proteste e il boicottaggio della comunità nera (di fatto assente dalle nomination degli Academy 2016), arriva un’altra spinosa vicenda. A smuoverla è Anohni, al secolo Antony Hegarty, voce sublime del gruppo Antony & The Johnsons. Anohni ha ricevuto una nomination agli Oscar 2016 per la miglior canzone grazie a ”Manta Ray”, pezzo composto con J. Ralph per il documentario sul cambiamento climatico Racing Extinction. Si tratta della prima nomination agli Oscar per un transgender da circa 40 anni (negli anni Settanta Angela Morley ne ottenne due). Anohni ha scritto in una lettera pubblica della sua delusione per non essere stata invitata alla cerimonia degli Oscar per una performance. Si tratta di un lungo scritto che racconta come siano andate le cose, di quanto abbia atteso una chiamata mai giunta, nonostante sul palco fossero stati invitati ad esibirsi tutti i candidati, da Lady Gaga a Sam Smith. Tutti tranne Anohni.
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Con amarezza, la cantante ha precisato di non credere che il suo essere transgender sia stato il motivo per il mancato invito, ma ha sostenuto che la motivazione risieda nello scarso peso mediatico del suo personaggio rispetto agli altri invitati. Per poi aggiungere: ”Non mi hanno invitata – scrive Anohni – perché sono relativamente sconosciuta negli Stati Uniti, canto una canzone sulla distruzione dell’ambiente e non faccio vendere tanti spazi pubblicitari. Non decido io chi si esibisce agli Oscar e so di non avere il diritto di essere invitata. Ma la verità profonda è impossibile da ignorare: come persona trans subisco un intero sistema di oppressione sociale che nel corso degli anni ha cercato di danneggiarmi”. La cantante ha quindi motivato così il suo boicottaggio alla cerimonia degli Oscar 2016: ”Negli Usa contano solo i soldi: chi li ha e chi no. È per questo che ho deciso di non partecipare agli Oscar. Non voglio essere sottomessa da qualche ballata rassicurante e un po’ di tette e culi vecchio stile. Stanno cercando di convincerci che hanno a cuore i nostri interessi sventolando bandiere per l’identità politica e false questioni morali. Ma non dimentichiamo che molti di questi personaggi sono i trofei di multinazionali miliardarie il cui unico intento è quello di manipolarci per avere il nostro consenso, fino all’ultimo dei nostri soldi”.
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