La vita di Elena Santarelli è cambiata per sempre dal giorno in cui ha scoperto la terribile notizia della malattia che aveva colpito il figlio Giacomo. Da quel momento in poi per lei, per il piccolo e per Bernardo Corradi è iniziata una dura battaglia durante la quale la showgirl non ha nascosto mai la situazione, parlando pubblicamente in rete dei problemi del figlio. Una scelta che ha spinto molti suoi ammiratori a starle accanto con tanti messaggi di solidarietà, ma come spesso accade in questi casi non è mancato chi ha provato ad approfittarne per della polemica decisamente gratuita e fuori luogo. Elena ha però tenuto a chiarire in queste ore che ogni decisione in merito è stata presa insieme proprio al piccolo Giacomo, compresa quella di rivelare pubblicamente la sua difficile situazione. “Perché rendi pubblica la situazione grave di tuo figlio? Non è giusto nei suoi confronti” aveva scritto un follower decisamente contrariato. (Continua a leggere dopo la foto)

Elena tra l’altro non aveva resa nota la natura della malattia nei primi mesi, parlando per la prima volta di tumore soltanto a marzo rispondendo a una fan alle prese con una situazione simile. E solo pochi giorni fa, la showgirl moglie di Bernardo Corradi aveva spiegato che il problema in questione è un cancro di natura cerebrale. Elena sta affrontando l’argomento soprattutto per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della ricerca. “In molti mi chiedete di Jack e vi ringrazio ma non posso rispondere ogni giorno a questa domanda, spero possiate capire”. (Continua a leggere dopo la foto)
I post di Elena e di Bernardo pubblicati in questi mesi hanno comunque sempre trasmesso l’idea della grinta e della positività di una coppia che non si è affatto arresa alle difficoltà che aveva di fronte. Già a Verissimo, la showgirl aveva spiegato che le “cure stanno funzionando” e la coppia ha la completa certezza che il bambino – che sta affrontando il tutto con una grandissima forza – riuscirà a guarire.
“Perché parlo del cancro di Giacomo”. Santarelli costretta a difendersi: applausi


