Angelina Jolie. Sì, si torna a parlare della moglie di Brad Pitt, travolta di recente da critiche, anche pesanti, sulla sua eccessiva magrezza, arrivando persino ad addebitarla a un presunto tradimento di lui con la collega Marion Cotillard. Questa volta, però, si torna a parlare del nuovo impegno di una delle stelle di Hollywood più filantropiche e attente al sociale e ai più deboli.
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L’attrice americana sarà docente in una delle università più prestigiose del Regno Unito, la London School of Economics, dove terrà un master dal titolo ‘Donne, Pace e Sicurezza’ che partirà il prossimo autunno e che rappresenta per lei un tema che le sta particolarmente a cuore: la violenza subita dalle donne nelle zone di guerra. Master, tra l’altro, fortemente voluto dall’ex ministro degli esteri britannico, William Hague che, come Angelina, terrà alcune lezioni.
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Al momento, infatti, Angelina vive a Londra, dove si è trasferita con tutta la famiglia per stare vicino al suo Brad, impegnato sul set del sequel di World War Z. Quindi l’attrice, il marito e i piccoli Maddox, Pax, Zahara, Shiloh, Know e Vivienne hanno preso una casa con vista sul Tamigi. E proprio a Londra, tra l’altro, esplosero le polemiche ma anche la preoccupazione sul suo stato di salute. Di recente, infatti, in visita nella capitale inglese, la Jolie era stata paparazzata all’uscita di un ristorante e sotto allo scialle grigio aveva fatto intravedere la sua corporatura sempre più esile. Come è facilmente immaginabile, le notizie della sua eccessiva magrezza e il sospetto dell’anoressia sparate dai tabloid – con titoli pesanti del tipo: ‘Mai stata così magra, adesso pesa 35 chili’ – avevano fatto subito il giro del mondo gettando in allarme i fan.
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Ma tornando al master che come detto inizierà ad autunno alla London School of Economics la Jolie ha detto orgogliosa: ”Spero che tutte le istituzioni accademiche possano seguire un esempio del genere perché è fondamentale allargare il discorso su come far progredire i diritti delle donne e come porre fine all’impunità per i crimini che colpiscono in modo sproporzionato le donne, come le violenze sessuali nei conflitti. Non vedo l’ora di iniziare ad insegnare e rapportarmi con gli studenti, condividere le esperienze che ho avuto lavorando spalla a spalla con i governi e alle Nazioni Unite”.
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