Così fan tutte (anche nel Duemila…)

Dopo aver debuttato a Salisburgo nell’ormai lontano 2009, arriva alla Scala di Milano, dal 19 giugno, il discusso allestimento del capolavoro mozartiano “Così fan tutte” ideato da Claus Guth. Si tratta dell’ultimo tassello del progetto con cui il regista tedesco ha portato in scena la cosiddetta trilogia dapontiana (dal nome del librettista di Mozart, Lorenzo Da Ponte), ovvero Le Nozze di Figaro, Don Giovanni e appunto Così fan tutte. Sul podio, il grande pianista e direttore d’orchestra Daniel Baremboim, a dirigere un cast di giovani stelle del melodramma. La storia di due coppie di ventenni che sperimentano, fra inganni, bugie e travestimenti, le insidie della gelosia, del desiderio e del tradimento, viene trasportata dalla Napoli del Settecento all’Europa dei nostri giorni (con tanto di Ipad in scena…): idea non nuova, che non mancherà di fare discutere. Come al solito, i tradizionalisti storceranno il naso, e si rallegrerà chi differenza di chi considera l’opera lirica una forma di spettacolo sempre attuale.