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Addio a Virna Lisi, fece innamorare tutti gli italiani

Virna Lisi, tra le attrici italiane più conosciute, è morta a Roma per un tumore scoperto appena un mese fa. Aveva 78 anni. Scompare così una delle più grandi e premiate attrici d’Italia. All’attivo aveva sei Nastri d’argento, un Prix d’interprétation féminine a Cannes, due David di Donatello per le sue interpretazioni e altrettanti alla carriera.

Star del nostro cinema negli anni ‘60, il suo vero nome era Virna Pieralisi. Si sarebbe dovuta chiamare Siria Pieralisi ma nel 1936 la Siria non era un paese alleato dell’Italia ed allora il padre inventò su due piedi il nome Virna.

Nata ad Ancona l’8 novembre del 1936, muove i primi passi nel cinema prestissimo: era l’inizio degli anni ’50 quando, appena adolescente, viene scoperta dal cantante e attore Giacomo Rondinella dopo il suo trasferimento con la famiglia da Jesi a Roma nonostante la contrarietà del padre. All’inizio interpretò i classici ruoli sentimentali dell’epoca come in “Le diciottenni” (1955).  Lo stesso anno, nel pieno della bellezza, diventa una delle giovani attrici più ricercate, grazie soprattutto al un remake del celebre “Ore 9: lezione di chimica”. Viene infatti chiamata dal regista Antonio Pietrangeli per recitare insieme ad Alberto Sordi nel film “Lo scapolo” e, l’anno successivo, lavora alla sua prima parte drammatica ne “La donna del giorno”, di Francesco Maselli. Nel 1958 è la pubblicità a far entrare la Lisi nelle case degli italiane: diventa infatti il volto della nuova campagna del dentifricio Chlorodont.

L’esplosione del successo tra il grande pubblico arriva alla fine degli anni ’50 con la televisione. Diventa “Elizabeth Bennet” nello sceneggiato Rai Orgoglio e pregiudizio, ispirato sull’omonimo romanzo di Jane Austen. Nel 1958, sul grande schermo questa volta, torna di nuovo su un set partenopeo, lavorndo con Totò e Peppino De Filippo nella commedia “Totò, Peppino e le fanatiche”.

Il 25 aprile del 1960 incontra l’amore della sua vita, che le rimarrà accanto fino alla fine: sposa l’architetto romano Franco Pesci, che allora era presidente dell’A. S. Roma, da cui avrà un figlio. Dopo alcuni sceneggiati Rai molto popolari, torna alla commedia all’italiana con Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello e Totò in” Sua eccellenza” e, poi, “Un militare e mezzo” con Aldo Fabrizi e Renato Rascel.

Nella metà degli anni Sessanta l’esordio a teatro: Giorgio Strehler la chiama per vestire i panni di protagonista nei “Giacobini” di Federico Zardi. Lavorerà anche con Michelangelo Antonioni e Luigi Squarzina e arriva al mercato estero con pellicole come “Tulipano nero” (1963) di Christian Jacque, insieme ad Alain Delon, ed “Eva” (1962) di Joseph Losey. Hollywood le ha aperto le porte: in” Come uccidere vostra moglie” (1965) di Richard Quine. Sempre nel 1965 Dino Risi la vorrà per il suo “Le bambole” (1965). Poi è la volta di “Signore & signor”i (1966) del maestro Pietro Germi, film che verrà premiato con la Palma d’oro al Festival di Cannes di quell’anno. 

 
A Roma, a inizio anni Settanta, alternerà ruoli brillanti a quelli drammatici in vari film girati in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna co-produzioni americane ed europee. Nel 1980 ottiene un David di Donatello come migliore attrice protagonista per il ruolo di Wilma Malinverni ne “La cicala” di Alberto Lattuada, Produce  poi una serie di film come” Sapore di mare” di Carlo Vanzina, che le fece ottenere il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior attrice non protagonista, l’anno successivo è sul set di “Amarsi un po’”, sempre di Vanzina, poi “…e la vita continua” di Dino Risi (1984), “Cristoforo Colombo” di Alberto Lattuada (1985), “Se un giorno busserai alla mia porta” di Luigi Perelli (1986), “Buon Natale… buon anno” di Luigi Comencini, per cui viene candidata sia al David di Donatello sia al Nastro d’argento, vincendo quest’ultimo, “Cinem”a di Luigi Magni (1988), “E non se ne vogliono andare!” di Giorgio Capitani (1988) e il seguito”E se poi se ne vanno?” sempre firmato da Giorgio Capitani (1989).
La televisione è di nuovo il principale set per Virna Lisi negli anni Novanta. Nel 1996 recita in un film tratto da un romanzo: “Va’ dove ti porta il cuore”, di Cristina Comencini, basato sull’opera omonima di Susanna Tamaro. La pellicola le porta un premio e una nomination: un Nastro d’argento come miglior attrice protagonista e la candidatura ai David di Donatello. 

 


Ecco uno spezzone di film con Virna Lisi da giovane:

Quale modo migliore dei suoi film per ricordare uno dei volti più amati del cinema italiano? In omaggio a Virna Lisi, abbiamo scelto quattro pellicole in cui è stata protagonista.

“Sua Eccellenza si fermò a mangiare” è un film del 1961 diretto dal regista Mario Mattoli. Il film è stato riproposto nel 1967 col titolo “Il dottor Tanzarella, medico personale del… fondatore dell’Impero”. Una commedia degli equivoci anni trenta in cui Virna Lisi recita accanto a Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello e Totò:

“Le Bambole” è un film del 1964 in quattro episodi diretti da Dino Risi, Luigi Comencini, Franco Rossi e Mauro Bolognini. Nel primo, “La telefonata”, Virna Lisi recita accanto a Nino Manfredi: 

Virna Lisi in “Sapore di mare” (1982) di Carlo Vanzina:

Ne “Il più bel giorno della mia vita”, film del 2002 diretto da Cristina Comencini, è impegnata insieme a Margherita Buy, Sandra Ceccarelli, Luigi Lo Cascio:

 

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