Ci sono notizie che arrivano in punta di piedi e, proprio per questo, fanno più rumore. Perché non parlano solo di una persona, ma di un modo di fare mestiere, di una stagione della Rai, di redazioni vissute tra notti lunghe e telefonate dell’ultimo minuto. E quando una di quelle figure “di riferimento” non c’è più, anche chi resta davanti allo schermo lo percepisce.
Nelle ultime ore il mondo del giornalismo e del servizio pubblico si è fermato per un saluto che sa di gratitudine e nostalgia. Un collega stimato, un dirigente capace di tenere insieme rigore e umanità, un lucano che non ha mai reciso il filo con la sua terra. Aveva 74 anni.
Il giornalismo in lutto: addio a Renato Cantore
Si è spento Renato Cantore, giornalista, scrittore ed ex vicedirettore della Tgr. In Rai aveva legato gran parte della sua vita professionale, contribuendo per oltre quattro decenni all’informazione del servizio pubblico. Per anni ha avuto la responsabilità delle redazioni del Mezzogiorno, diventando un punto di riferimento per le sedi del Sud.
Originario della Basilicata, Cantore ha attraversato stagioni decisive della televisione italiana, quando la notizia si costruiva con pazienza e presenza sul territorio. Nel suo percorso ha lavorato anche accanto a Enzo Biagi, esperienza che molti colleghi ricordano come una vera scuola di stile, precisione e rispetto per chi guarda.
Dal concorso Rai alle redazioni del Sud: una carriera “di casa”
Nato a Potenza nel 1952, era entrato in Rai nel 1979 dopo aver superato il concorso per giornalisti praticanti. Negli anni successivi aveva partecipato alla prima sperimentazione del Televideo, una di quelle innovazioni che hanno cambiato il modo di cercare e consumare notizie, molto prima dell’era dei social.
Poi Roma e Milano, con Linea Diretta al fianco di Biagi, quindi il cuore del suo lavoro: il sistema dei telegiornali regionali. Ha diretto le redazioni della Tgr Puglia e della Tgr Basilicata, fino alla nomina nel 2015 a vicedirettore della Testata Giornalistica Regionale, con delega alle sedi del Mezzogiorno e un’attenzione particolare all’informazione politica e alle campagne sociali.
Il saluto della Rai e il ricordo di chi lo ha conosciuto
A dare notizia della scomparsa è stata la Rai, con un comunicato di cordoglio: Cantore viene ricordato come giornalista, scrittore e dirigente del servizio pubblico che ha dedicato oltre quarant’anni della sua vita all’informazione radiotelevisiva.
Il suo nome, in azienda, resta legato a una lunga esperienza costruita sul campo e dentro le redazioni, con incarichi di responsabilità che hanno accompagnato lo sviluppo dell’informazione regionale, soprattutto nel Sud Italia. Quelle realtà dove il racconto del territorio è spesso il primo, vero servizio ai cittadini.
La Basilicata nel cuore: i libri, la memoria, l’identità
Accanto alla scrivania del giornalista, Cantore ha sempre tenuto viva anche la passione per la scrittura. Ha pubblicato cinque saggi dedicati a figure di rilievo della Basilicata e alla storia della regione, un modo per restituire voce a un’identità spesso raccontata troppo poco.
Tra i personaggi a cui aveva dedicato i suoi studi figura anche Rocco Petrone, responsabile della missione Apollo 11: una storia che unisce radici lucane e grande storia mondiale, e che racconta bene la curiosità e l’attenzione di Cantore per ciò che sta dietro i nomi e le date.
Non solo: è stato fondatore e primo presidente dell’Associazione della Stampa di Basilicata. Nel 1993 guidò il percorso che portò alla nascita dell’associazione dei giornalisti lucani e, nel 1997, promosse la creazione di forMedia, istituto dedicato alla formazione nel giornalismo e nella comunicazione multimediale.


