Un Centrale sospeso nel silenzio, il peso di una finale e un avversario deciso a spezzare una lunga maledizione. Per oltre tre ore Jannik Sinner e Alexander Zverev hanno trasformato Wimbledon in un duello da brividi. Poi, nel momento in cui la tensione sembrava impossibile da reggere, è arrivata la svolta che l’Italia aspettava.
Jannik Sinner ha vinto Wimbledon 2026, battendo Alexander Zverev con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-3, 6-4. L’altoatesino difende così il titolo conquistato dodici mesi prima e firma un’impresa enorme: per il secondo anno consecutivo è lui il padrone dell’erba più famosa del mondo.

La rimonta dopo il primo colpo
La finale era iniziata nel segno dell’equilibrio assoluto. Servizi potenti, scambi lunghissimi, pochissimo spazio per respirare. Nel primo set Sinner aveva anche avuto una palla break sul 4-4, ma Zverev era riuscito a salvarsi e a trascinare il parziale al tie-break.
Nel gioco decisivo il tedesco ha annullato un set point all’azzurro e, dopo un’ora e cinque minuti di battaglia, ha chiuso 9-7 con una devastante accelerazione di diritto. Un colpo pesante, una piccola doccia fredda sul Centrale: Zverev sembrava avere l’inerzia dalla sua parte.
Ma Sinner non si è lasciato travolgere. Nel secondo set ha resistito ai turni di battuta solidissimi dell’avversario, cancellando anche una delicata palla break sul 5-5 grazie a un ace. Al tie-break è cambiato tutto: Jannik è volato subito 3-0 e ha dominato fino al 7-2, rimettendo la finale perfettamente in equilibrio.

Il break che ha acceso il Centrale
La vera svolta è arrivata nel terzo set. Sul 4-3, Sinner ha annullato una palla break con una palla corta di straordinaria lucidità. Nel tentativo di raggiungerla Zverev è scivolato sull’erba, facendo temere per il ginocchio: il tedesco si è rialzato senza conseguenze, aiutato dallo stesso rivale.
Pochi minuti più tardi, però, il numero uno del mondo ha piazzato la zampata. Sul 5-3 ha strappato per la prima volta il servizio a Zverev, dopo un recupero incredibile e un errore del tedesco. La racchetta lanciata da Alexander raccontava tutta la frustrazione di una partita che stava cambiando faccia.
Il 6-3 nel terzo parziale ha consegnato a Sinner il vantaggio di due set a uno. Anche fuori dal campo la tensione era palpabile: le telecamere hanno mostrato mamma Siglinde lasciare per qualche minuto la tribuna, come già accaduto in altre sfide particolarmente cariche di emozione.

Il quarto set e l’urlo finale: Sinner ancora campione
Zverev ha provato a rimanere aggrappato alla finale, partendo avanti nel quarto set e trovando ancora risorse al servizio. Sinner, però, ha risposto da campione. Sotto 0-30 nel game del 2-2, ha tirato fuori un rovescio al salto vincente e una serie di battute pesantissime.
Il momento decisivo è arrivato sul 3-3. Sinner ha conquistato tre palle break: Zverev ha cancellato le prime due, una con un ace e l’altra con un coraggioso serve and volley. Alla terza occasione, però, l’azzurro non ha tremato: diritto vincente e sorpasso, con il Centrale travolto dall’entusiasmo.
Avanti 5-3, Sinner ha tenuto il servizio con personalità e ha chiuso 6-4, lasciando esplodere tutta la sua gioia. È il suo secondo Wimbledon consecutivo, un record riservato a pochissimi giganti nell’Era Open. Da Rod Laver a Federer, da Djokovic ad Alcaraz: ora c’è anche il nome di Jannik Sinner.

Un altro capitolo nella storia del tennis italiano
Il successo assume un valore ancora più forte guardando alla rivalità con Zverev. Quella di Londra era la quindicesima sfida tra i due e il decimo successo di Sinner, il nono consecutivo contro il campione tedesco. Un dominio costruito con freddezza, lavoro e una tenuta mentale impressionante.
Per Sinner è anche la centesima vittoria in carriera nei tornei del Grande Slam. Numeri che raccontano una crescita clamorosa, ma che non riescono a spiegare fino in fondo l’emozione di quel Centrale in piedi. Londra ha scelto di nuovo il suo Re, e l’Italia può continuare a sognare con lui.


