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“È viva!”. Ylenia Carrisi, le dichiarazioni bomba di Romina Power

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Ci sono storie che non invecchiano mai. Non perché facciano rumore, ma perché restano lì, sospese, come una porta socchiusa che nessuno riesce davvero a chiudere. E quando una madre torna a parlarne, anche dopo decenni, è impossibile non fermarsi un attimo e ascoltare.

Nel caso di Ylenia Carrisi, scomparsa nel 1994, il tempo non ha portato una parola definitiva. Ha portato silenzi, ricostruzioni, ipotesi. E soprattutto ha lasciato una famiglia divisa tra ciò che si può accettare e ciò che, semplicemente, non si riesce nemmeno a immaginare.

Perché l’assenza senza una risposta è un dolore particolare: non ti permette di fare pace, non ti concede un “prima e dopo”. Ti costringe a vivere nel forse. E quel forse, per una madre, può diventare l’unica cosa a cui aggrapparsi ogni giorno.

Romina Power in primo piano durante un evento pubblico


Le parole pronunciate in pubblico che hanno fatto ripartire tutto

In queste ore il nome di Romina Power è tornato al centro dell’attenzione proprio per questo. Non per un pettegolezzo, non per una nostalgia da palcoscenico. Ma per una frase che, detta davanti a un pubblico, è suonata come un colpo al cuore per chi da anni segue la vicenda.

L’occasione è stata il Filming Italy Sardegna Festival, dove l’artista ha ricevuto un riconoscimento alla carriera. Un momento di celebrazione, dunque. Eppure, in mezzo agli applausi, è riemersa la parte più fragile e dolorosa della sua storia personale. Romina non ha portato novità investigative, non ha parlato di nuove piste o rivelazioni ufficiali. Ma ha fatto qualcosa che, ogni volta, sposta l’aria nella stanza: ha ribadito la sua convinzione, quella che non ha mai smesso di raccontare e difendere.

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“La sto ancora aspettando”: la convinzione di Romina su Ylenia

Le parole, questa volta, sono state dirette e identiche a quelle già pronunciate in passato: “È viva, ne sono convinta, è da qualche parte nel mondo, la sto ancora aspettando, a braccia aperte”. Una frase che per alcuni è speranza, per altri è un pensiero impossibile da sostenere. Ma che, detta da una madre, diventa qualcosa di diverso: un gesto di resistenza. Come se mollare significasse tradire. Come se accettare una versione definitiva, senza un’ultima certezza, fosse più insopportabile del dubbio.

E infatti Romina, anche stavolta, non ha cambiato registro. Ha ripetuto quello che sente da sempre. E proprio questa continuità, questo “non mi arrendo”, è ciò che continua a scuotere l’opinione pubblica. Ylenia Carrisi scomparve a New Orleans nel gennaio del 1994. Da allora, il caso è rimasto uno dei più dolorosi e seguiti, anche perché coinvolgeva due volti amatissimi: Romina Power e Al Bano. E quando il dramma entra nelle case degli “idoli”, sembra colpire ancora più forte.

Negli anni si sono accumulati racconti, frammenti, ricostruzioni, testimonianze riportate e rimescolate. Ma quello che non è mai arrivato è un punto fermo capace di chiudere davvero la storia. E così, ogni volta che se ne torna a parlare, si riapre tutto: nei media, nei commenti, nelle discussioni. Ed è anche per questo che le parole di Romina, pur non essendo una novità in senso stretto, finiscono sempre per fare rumore. Perché riportano al centro l’irrisolto. E l’irrisolto, per definizione, non lascia in pace nessuno.

Al Bano e Romina Power in una foto legata alla loro storia pubblica

Due genitori, due letture diverse: la distanza con Al Bano

Un altro aspetto che, nel tempo, è emerso con chiarezza riguarda proprio la differenza di prospettiva tra i due genitori. Romina non ha mai sposato fino in fondo l’ipotesi più dolorosa, quella del gesto estremo nelle acque del Mississippi. Tra gli elementi citati nelle ricostruzioni c’è anche la testimonianza di un guardiano notturno di un acquario, che riferì di aver visto una ragazza bionda gettarsi nel fiume. Un dettaglio che per qualcuno ha pesato, ma che Romina non ha mai considerato decisivo.

Questa distanza non è solo “opinione”: è un modo diverso di sopravvivere allo stesso evento. Perché davanti a un vuoto così, ognuno trova la propria strada per restare in piedi. E Romina, da sempre, sceglie la strada della possibilità. In passato, parlando della sua ricerca di risposte, Romina Power ha raccontato anche di essersi confrontata con un sacerdote che, secondo la sua descrizione, avrebbe il dono di “vedere oltre”. Un riferimento che rientra nel suo percorso personale e nel modo in cui, negli anni, ha provato a tenere insieme dolore e speranza.

Non si tratta di un elemento legato a verifiche ufficiali o a conferme investigative, ma di un tassello emotivo. Un passaggio che lei stessa ha indicato come importante per rafforzare quella convinzione che non l’ha mai abbandonata. E così, anche oggi, a più di trent’anni da quella notte a New Orleans, il centro del racconto resta lo stesso: l’attesa. Un’attesa dichiarata, pubblica, ostinata. E ogni volta che Romina la nomina, è come se il tempo tornasse indietro di colpo.


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