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Meteo, cambia tutto in poche ore: l’Italia tra caldo soffocante e grandine improvvisa. Le zone più a rischio

Grandine intensa in città, strada imbiancata e auto sotto la pioggia


Per giorni ci siamo abituati a un cielo quasi immobile, caldo addosso e aria ferma. Poi, all’improvviso, quell’equilibrio inizia a scricchiolare: nuvole che si gonfiano nel pomeriggio, vento che cambia e quell’odore nell’aria che fa pensare a un temporale vicino. E quando arriva, può farlo in modo brutale.

È il classico passaggio che spiazza: da una parte l’afa che non molla, dall’altra l’instabilità che si accende in poche ore. Il risultato, spiegano gli esperti, sono rovesci e temporali capaci di diventare intensi, con grandine, raffiche improvvise e tanta attività elettrica. Una combinazione che può trasformare un pomeriggio normale in un piccolo choc.

Per giovedì 28 maggio la Protezione Civile ha diramato un’allerta meteo gialla su diverse aree del Paese. Non è un dettaglio: significa attenzione alta, perché i fenomeni possono presentarsi a macchia di leopardo e colpire con forza in zone limitate.

Le regioni maggiormente interessate dall’avviso sono Marche, Lazio e Molise. Ma l’allerta riguarda anche alcuni settori di Emilia-Romagna, Umbria, Abruzzo e Basilicata, dove l’instabilità potrebbe farsi sentire soprattutto nelle ore centrali e nel tardo pomeriggio.

Secondo le previsioni, già dalle prime ore della giornata sono possibili precipitazioni sparse, a carattere di rovescio o temporale. Il quadro più delicato, però, è quello tipico di fine primavera: aree interne e rilievi appenninici nel mirino, con possibili sconfinamenti verso pianure e tratti costieri.

Dietro il cambiamento c’è un passaggio meteorologico piuttosto chiaro: l’anticiclone perde forza e lascia spazio a correnti più fresche in quota. Quando quell’aria incontra il caldo accumulato in superficie, l’atmosfera diventa una miccia pronta ad accendersi.

È così che nascono le celle temporalesche più vivaci, spesso nelle zone montuose e collinari. E quando l’energia in gioco è tanta, non è raro che il temporale si presenti con un volto “cattivo”: chicchi di grandine, raffiche che arrivano di colpo, lampi frequenti.

Anche se il tempo prova a cambiare, l’emergenza caldo non è affatto archiviata. Anzi: proprio mentre si guarda al cielo per i temporali, si continua a fare i conti con temperature alte e disagio fisico, soprattutto nelle ore più calde.

Il Ministero della Salute ha confermato per domani i primi bollini rossi del 2026 in quattro città: Bologna, Firenze, Roma e Torino. Nelle ore centrali, le massime possono toccare i 34-35 gradi, con sofferenza maggiore per anziani, bambini e persone fragili.

Giovedì mattina, in molte zone, potrebbe ancora sembrare una giornata “normale”, con ampie schiarite. Ma dal pomeriggio la nuvolosità è attesa in aumento su diverse regioni del Centro-Nord e nelle aree interne del Sud: è lì che spesso si gioca la partita più insidiosa.

I temporali dovrebbero concentrarsi soprattutto su Alpi e Prealpi, Appennino settentrionale, pianure lombarde e venete, zone interne del Centro Italia e Appennino meridionale. Non si escludono rovesci anche su alcuni settori costieri del Lazio, dove l’evoluzione potrebbe essere rapida e difficile da “leggere” con anticipo.

Tra giovedì e venerdì il peggioramento dovrebbe attenuare almeno in parte il caldo anomalo degli ultimi giorni. Le temperature massime sono previste in lieve diminuzione, ma con valori che spesso resteranno sopra le medie del periodo.

Al Nord, ad esempio, si potranno ancora raggiungere picchi tra 33 e 34 gradi. I venti, in generale, saranno deboli, ma con rinforzi improvvisi proprio nelle aree colpite dai temporali più intensi: quelle situazioni in cui, nel giro di minuti, cambia tutto.


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