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“Uccide in un minuto”. Vespa di mare, la medusa killer. Ecco dove si trova e come riconoscerla

  • Salute

L’estate equivale a un bel tuffo a mare. Alle volte, però, mentre si è in acqua bisogna prestare attenzione a causa delle presenze di meduse. Con i loro tentacoli, quando attaccano, causano bruciore nel bagnante che si ritrova costretto a dover mettere da parte la gioia della “vacanza” e far i conti con il bruciore. Si possono utilizzare i cosiddetti metodi della nonna per alleviare il bruciore come ad esempio un pomodoro crudo (grazie ai semini acidi toglie il veleno, ndr.) oppure una pietra pomice scura e calda. Queste operazioni si possono effettuare quando si viene punti da una classica medusa. Il discorso cambia, invece, quando si è attaccati dalla cosiddetta “vespa di mare”, ovvero la  Chironex fleckeri, definita anche scatola di mare. Si tratta di uno degli esseri viventi più velenosi al mondo, capace di uccidere anche solo in pochissimi minuti. A farne le spese Gaia Trimarchi: la donna italiana è morta dopo esser stata attaccata da questa medusa nel mare delle Filippine.  (Continua a leggere dopo la foto)



Quando nuota i tentacoli si contraggono e diventano lunghi circa 15 cm, quando invece sta cacciando i tentacoli si assottigliano e si allungano fino a tre metri.  La pericolosità di questa tipologia di medusa è dovuta proprio alle migliaia di cellule velenifere che vengono sprigionate attraverso i suoi tentacoli. Quando il bagnante viene toccato dalla scatola di mare si provoca un’intensa sensazione di calore. Il veleno, quando entra in circolo nel sangue, causa intensi spasmi muscolari, paralisi respiratoria e arresto cardiaco. Ma la vespa di mare si può trovare in Italia? Per fortuna sembrerebbe di no. (Continua a leggere dopo la foto)


La sua presenza, infatti, è stata riscontrata lungo le coste australiane e della Nuova Guinea, nelle Filippine e in Vietnam. Si stima che nel 2017 la vespa di mare, che si nutre di crostacei e piccoli pesci, abbia ucciso circa 70 persone in tutto il mondo. Un esemplare adulto di Chironex fleckeri può arrivare a dimensioni molto importanti, quasi quanto un pallone da basket. Inoltre, questa medusa è quasi trasparente – quindi a tratti impercettibile all’occhio umano –  e possiede quattro ammassi di 15 tentacoli ciascuno, per un totale di 60 tentacoli. Anche se esiste l’antidoto molte persone non sopravvivono alle sue punture a causa della velocità con cui il veleno agisce. (Continua a leggere dopo la foto)




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Cosa fare se si viene punti da una medusa? A dare spiegazioni dettagliate è  Luca Revelli, direttore del master Medicina del Mare all’università Cattolica di Roma, che a La Repubblica spiega: “La stragrande maggioranza dei veleni si inattiva con il calore  per cui bisogna versare sulla zona toccata dai tentacoli acqua parecchio calda, compatibilmente con la cute, che allevia anche il dolore. E se però ci sono dei residui sulla pelle bisogna prima toglierli via con un coltello, dalla parte opposta alla lama, o anche con una carta di credito inclinata di 45 gradi, raschiando leggermente”.

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