In sala parto arriva la “mamma elettronica”. Insegna ai medici a non sbagliare

Si chiama Kate, è al nono mese di gravidanza, ha le fattezze di una donna alta un metro e 70 ed è un simulatore elettronico di ultima generazione, che riproduce tutto quanto avviene nel corso di un parto, dalle contrazioni al battito cardiaco materno e fetale. Kate viene utilizzata nel presidio di San Fermo della Battaglia, in provincia di Como, per formare le équipe di ginecologi, ostetriche e anestesisti in caso di emergenze quali il parto podalico, il prolasso di funicolo, la distocia di spalla e le eclampsie. Si tratta di complicanze che vengono simulate in una vera sala parto nella quale il team sanitario svolge le esercitazioni utilizzando le stesse procedure, le stesse tecniche e le stesse tempistiche che si adotterebbero se l’emergenza fosse vera. L’attività formativa, che si compone di lezioni frontali e simulazioni vere e proprie, mira a coinvolgere entro il 2014 ben 80 persone, ovvero tutto il personale della sala parto, ma continuerà per un lungo periodo di tempo in una sorta di esercitazione permanente. I docenti si sono formati al Royal College of Obstetricians and Gynaecologists di Londra e hanno svolto un impegnativo lavoro di preparazione e di conduzione delle sedute di addestramento con ritmo bimensile.