È una di quelle storie che in poche ore passano dalla strada ai telefoni di tutti. Una notte, il centro storico, la corsa improvvisa, le urla. E poi quel filmato che rimbalza online e trasforma un episodio di cronaca in un terremoto istituzionale. Perché quando emergono certi dettagli, la città si spacca e la politica non può più far finta di niente.
Tutto parte da un’aggressione brutale avvenuta lo scorso 22 marzo in una località della provincia veneta. La vittima è un uomo di 46 anni, di origini egiziane: viene inseguito e poi colpito al volto con calci e pugni. Un pestaggio di gruppo, di quelli che lasciano senza parole e accendono subito indignazione, rabbia, paura.

La notte del pestaggio e la scia di indignazione
Secondo quanto ricostruito, ad agire sarebbe stato un branco composto da sei giovani. Non un confronto, non una lite finita male: un inseguimento e poi l’aggressione, in pieno centro storico. La scena, già di per sé agghiacciante, diventa ancora più pesante quando si scopre che qualcuno ha ripreso tutto con lo smartphone.
Quel video, circolato in rete, diventa il punto di svolta: immagini nitide, riconoscibili, che permettono agli investigatori di stringere il cerchio. E mentre la comunità cerca risposte, dalle indagini spunta un particolare destinato a travolgere anche il municipio.

Quando l’inchiesta arriva fino al municipio
Con il procedere degli accertamenti emerge infatti il coinvolgimento del figlio di un componente importante della giunta comunale guidata dal sindaco De Pellegrin. È qui che la vicenda cambia completamente passo: non è più solo cronaca nera, ma un caso mediatico e politico che scuote le istituzioni cittadine.
A quel punto arriva la decisione: l’assessore alle Politiche sociali Marco Dal Pont si dimette. La scelta, nero su bianco, viene motivata con la volontà di non creare imbarazzi e di non rallentare il lavoro dell’amministrazione. Una presa di distanza netta, maturata dopo l’emersione “inequivocabile” del ruolo del figlio Luca nell’aggressione di gruppo.
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La scelta di Dal Pont e le parole nella nota ufficiale
In una nota ufficiale, Dal Pont spiega che le dimissioni nascono esclusivamente dall’intenzione di tutelare l’integrità dell’amministrazione e di non trasformare il lavoro del Comune in un campo minato. Un gesto pesante, che interrompe bruscamente un percorso politico di quattro anni vissuto da protagonista.
Non solo: secondo quanto riportato, l’ormai ex assessore era considerato uno dei profili più accreditati e tra i papabili per una futura candidatura a sindaco. Ma in queste ore il futuro, per lui e per la giunta, passa inevitabilmente da una parola che pesa come un macigno: responsabilità.
Il video, le identificazioni e le misure in arrivo
Le indagini, accelerate proprio dalle immagini riprese col cellulare, hanno portato all’identificazione di tutti i presunti responsabili. Il gruppo sarebbe formato da quattro maggiorenni e due minorenni. Tutti denunciati per aggressione, mentre la questura starebbe preparando per loro il Daspo urbano, la misura che può vietare l’accesso alle aree “sensibili” del centro cittadino.
Intanto la città resta sospesa: da una parte l’attesa per gli sviluppi giudiziari, dall’altra la ferita aperta di un pestaggio che ha scioccato tutti. E sullo sfondo, una domanda che rimbalza tra bar, chat e social: com’è possibile arrivare a tanta violenza, in branco, in mezzo alle vie del centro?


