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Primo sondaggio 2026 Swg per La7, qual è il partito in calo durante le feste

Tra tensioni internazionali, difficoltà economiche che continuano a pesare su famiglie e imprese e un dibattito politico spesso dominato da notizie di cronaca e scontri quotidiani, la politica italiana vive una fase complessa. Il governo è chiamato a misurarsi con dossier delicati, mentre le opposizioni cercano spazi per rilanciare la propria iniziativa in un contesto segnato da forte polarizzazione e da un elettorato sempre più incerto. In questo scenario, i sondaggi restano uno strumento utile per cogliere segnali, più che per certificare svolte, aiutando a leggere gli umori di un Paese attraversato da inquietudini e aspettative contrastanti.

Il primo sondaggio Swg del 2026 per La7 fotografa un quadro complessivamente stabile, con variazioni limitate tra i partiti. Le oscillazioni sono minime, ma non prive di significato: anche piccoli spostamenti contribuiscono a restituire l’immagine di un sistema che, pur apparendo fermo, continua a muoversi sotto traccia. Un dato su tutti conferma questa fluidità: la quota degli indecisi resta infatti ancora molto elevata.

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Primo sondaggio 2026 Swg per La7, qual è il partito in calo durante le feste

Fratelli d’Italia si conferma il primo partito, ma scende al 30,9%, perdendo quattro decimali rispetto a tre settimane fa. La flessione non mette in discussione la leadership di Giorgia Meloni, ma segnala una fase di assestamento dopo mesi su livelli molto alti. Il partito di governo continua a raccogliere consensi, anche se iniziano a emergere i primi effetti fisiologici del tempo trascorso al potere.

Il Partito democratico apre invece il 2026 con un segnale incoraggiante. Il 22,3% attribuito al Pd di Elly Schlein rappresenta una crescita lieve ma costante, che consolida un trend positivo. Non è ancora una vera rimonta, ma è un passo in avanti che rafforza il ruolo dei dem come principale forza di opposizione e riduce, seppur lentamente, la distanza dal primo partito.

Il Movimento 5 Stelle resta fermo al 12,7%, confermando lo stesso risultato dell’ultima rilevazione. Un dato che indica un elettorato fedele a Giuseppe Conte, ma anche le difficoltà del partito ad ampliare il proprio bacino. Alleanza Verdi e Sinistra perde invece terreno e scende al 6,5%, con un calo di tre decimali che evidenzia le fatiche dell’area ecologista e della sinistra più radicale nel mantenere stabile il consenso. Nell’area centrista, Azione arretra al 2,9%, Italia Viva resta al 2,2%, +Europa scende all’1,3% e Noi Moderati si ferma all’1%, confermando un quadro frammentato.

Nel centrodestra si registra intanto un riavvicinamento tra Lega e Forza Italia, entrambe all’8,3%, segnale di una competizione sempre più evidente per il ruolo di seconda forza della coalizione. Nel complesso, la somma di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati arriva al 48,5%, mentre il centrosinistra allargato – Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e +Europa – si ferma al 42,8%. Un vantaggio ancora significativo, ma non immobile. Centrale resta soprattutto il bacino degli indecisi, che pur in leggero calo si attesta intorno al 32%, confermando quanto il quadro politico resti aperto a possibili evoluzioni.


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