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Guerra, incontro Mattarella-Meloni: le parole che non avremmo mai voluto sentire

Ci sono sere in cui Roma sembra trattenere il fiato. Telefoni che squillano, agende stravolte, porte che si chiudono per colloqui lampo. E una sensazione netta, difficile da ignorare: fuori dai palazzi sta succedendo qualcosa che può cambiare gli equilibri di tutti, anche i nostri.

È in questo clima che, nelle ultime ore, la crisi in Medio Oriente è arrivata dritta al cuore delle istituzioni italiane. E al Colle si è acceso un confronto serrato, di quelli che si fanno quando il tempo stringe e le conseguenze possono essere pesantissime.

guerra mattarella convoca meloni


Al Quirinale incontri a catena: cosa si sono detti

Nella serata di mercoledì 4 marzo il ministro della Difesa Guido Crosetto si è recato al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un incontro breve, circa venti minuti, ma sufficiente per fare il punto su scenari militari e mosse diplomatiche che si stanno intrecciando di ora in ora.

Poco dopo, sempre al Colle, è arrivata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per un faccia a faccia riservato con il capo dello Stato. Due confronti separati ma ravvicinati: il segnale, chiarissimo, che la situazione viene considerata ad altissima priorità.

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“Situazione grave”: l’allarme che filtra dai palazzi

Da ambienti del Quirinale, il giudizio che trapela è netto: la crisi viene descritta come “grave”. E all’interno del governo il clima, a quanto emerge, è ancora più teso: si parla del momento più difficile degli ultimi decenni sul piano geopolitico.

Sullo sfondo c’è un conflitto che continua ad allargarsi dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, con nuovi attori regionali coinvolti e un livello di incertezza che fa paura. E inevitabilmente torna una domanda: quanto può arrivare vicino a noi, al Mediterraneo, all’Europa?

Il termometro della tensione si misura anche nei dettagli. Nelle scorse ore ai parlamentari di Fratelli d’Italia è arrivato un sms molto chiaro: “Domani possibili votazioni, non allontanarsi da Roma”.

Una richiesta che racconta quanto velocemente stiano cambiando le valutazioni. Solo martedì sera lo stesso Crosetto aveva scritto sui social che “giovedì è prevista una informativa”. Poi, con l’evoluzione degli eventi, a Palazzo Chigi si sarebbe deciso di alzare il livello dell’intervento, fino all’ipotesi di un voto in Aula.

Nel frattempo, sul tavolo del governo restano anche le richieste che arrivano da alcuni Paesi del Golfo, preoccupati per possibili ritorsioni iraniane. Secondo le informazioni circolate nelle ultime ore, a Roma sarebbe stata chiesta la disponibilità di una batteria Samp-T, sistema di difesa missilistico per la protezione dello spazio aereo.

E non è l’unica ipotesi. Si valuta anche un possibile invio di una fregata della Marina militare nelle acque davanti a Cipro, per rafforzare le capacità di intercettazione dei droni attraverso i sistemi di difesa aerea installati sulle navi. Le decisioni, spiegano le fonti, dipenderanno dall’evoluzione del conflitto e dalle scelte politiche delle prossime ore. Ma a Roma cresce la consapevolezza che questa crisi potrebbe avere ricadute dirette anche sulla sicurezza del Mediterraneo.


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