Gli ultimi dati aggregati sui consensi elettorali indicano un movimento sensibile nei rapporti di forza tra partiti e coalizioni. La più recente rilevazione di sintesi, basata su diversi sondaggi nazionali, segnala una flessione dell’area di governo e, parallelamente, un rafforzamento dell’opposizione. A incidere sul quadro complessivo è anche l’avanzata di una formazione politica guidata dall’europarlamentare Roberto Vannacci, che continua a registrare incrementi nelle intenzioni di voto.
Supermedia: crescita del partito di Vannacci e calo del principale partito di governo
Il dato più evidente riguarda proprio il partito di recente affermazione associato a Vannacci, che in un intervallo di due settimane guadagna circa un punto percentuale e si porta vicino al 6%. La progressione consolida il trend positivo osservato nelle rilevazioni più recenti e rafforza la presenza della nuova sigla nell’area del centrodestra.
Contestualmente, il primo partito italiano registra una contrazione di poco superiore al mezzo punto e scende sotto la soglia del 28%. Pur rimanendo nettamente in testa, la flessione risulta tra le più marcate degli ultimi mesi secondo il valore medio dei sondaggi considerati.
Centrosinistra e opposizioni: variazioni tra Pd e Movimento 5 Stelle
Nel campo delle opposizioni, il Partito Democratico evidenzia un arretramento di alcuni decimali e si colloca poco sopra il 21%. A compensare questa dinamica è soprattutto il Movimento 5 Stelle, che cresce di circa sette decimali e supera il 13%, rafforzando la propria posizione nel quadro complessivo dell’opposizione.
Le restanti forze mostrano oscillazioni contenute: Forza Italia rimane prossima all’8%, mentre la Lega scende poco sopra il 6%. Nello stesso intervallo, l’area ecologista e di sinistra si mantiene attorno al 6%, collocandosi leggermente avanti rispetto al partito guidato da Matteo Salvini.
Area centrista: stabilità per Azione e Italia Viva, lieve aumento per +Europa
Nella fascia centrale, Azione resta intorno al 3% e Italia Viva poco sopra il 2%. Si registra invece un incremento limitato per +Europa, che sale attorno all’1,5%, senza modificare in modo significativo l’assetto generale dei rapporti tra i partiti.
Effetto coalizioni: arretra il centrodestra, avanza il “campo largo”
Le variazioni nei singoli partiti si riflettono anche sul dato per coalizioni. L’area di centrodestra perde complessivamente circa un punto e scende a poco meno del 43%, un livello tra i più bassi rilevati dall’aggregazione dei sondaggi nel periodo successivo alle elezioni politiche del 2022.
Sul fronte opposto, l’insieme delle forze riconducibili al cosiddetto “campo largo” sale a circa il 45%, ampliando il vantaggio sul centrodestra fino a due punti percentuali. La crescita risulta sostenuta in particolare dall’aumento del Movimento 5 Stelle, che bilancia la riduzione del Partito Democratico.
Scenario in evoluzione: equilibrio più stretto tra gli schieramenti
La rilevazione descrive una fase di maggiore competizione tra i blocchi, con margini più contenuti rispetto alle precedenti settimane. Resta da verificare se l’attuale configurazione dei consensi si confermerà nelle prossime misurazioni o se si tratterà di un andamento temporaneo legato alle più recenti dinamiche politiche.


