«Non sopporto più di vedere gente con il gelato, barchette e cavolate. Voglio essere orgoglioso di essere italiano, di poter dire che siamo veramente bravi come gli altri perché lo siamo». Non ci sta l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che dall’appuntamento annuale di Comunione e liberazione rispedisce al mittente gli attacchi all’Italia di questi ultimi giorni. Marchionne si riferisce all’ultima copertina dell’Economist. «Saranno almeno 10 anni che dico che abbiamo bisogno di riforme e trasformazioni strutturali per recuperare il livello competitivo del paese. Ma l’Italia non sembra capace di reagire». Per Marchionne ciò che serve è «una nuova fase di ricostruzione rilancio nazionale» e «le risorse per farlo, le qualità umane e culturali, non mancano».

