Il caso della famiglia nel bosco torna ad accendere lo scontro tra politica e magistratura. Dopo mesi di polemiche, la decisione del Ministero della Giustizia di inviare gli ispettori per valutare il lavoro dei giudici dell’Aquila sul caso di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham ha aperto un nuovo fronte. La vicenda, già diventata terreno di confronto pubblico, ora investe direttamente il tema dell’autonomia dei magistrati.
La scelta del ministero ha irritato una parte della magistratura, che vede nell’ispezione un possibile rischio di ingerenza sul lavoro dei giudici minorili. Nel frattempo il dibattito politico resta rovente. A far discutere anche l’intervento di Simone Pillon, arrivato al casolare della coppia: “Hanno visto i bambini, l’incontro è andato bene”. Una frase che riporta al centro i tre minori e la loro separazione dai genitori.

Famiglia nel bosco, nuovo scontro politico
Alla reazione dei magistrati ha risposto duramente la Lega, con un messaggio rilanciato anche nel solco della linea del ministro Matteo Salvini. “Preoccupati per il ‘lavoro’ dei loro colleghi magistrati, non per la salute di quei tre bambini strappati da mesi all’amore di mamma e papà. Vergognatevi!”, si legge sul profilo X ufficiale del Carroccio. Parole pesanti, che confermano quanto la vicenda sia ormai uscita dal solo perimetro giudiziario.
Ad aprire il nuovo capitolo è stata la presidente del Tribunale dell’Aquila, Nicoletta Orlandi, che ha scritto al Csm ponendo un quesito urgente sulla legittimità dell’ispezione ministeriale. Orlandi chiede se l’intervento dei tecnici del ministero sia compatibile con l’autonomia dei giudici o se possa risultare troppo invasivo. Secondo la presidente, gli ispettori avrebbero chiesto di monitorare l’andamento del procedimento e i successivi provvedimenti.

Sulla questione è intervenuta anche la Giunta esecutiva centrale dell’Anm: “Esprimiamo la nostra preoccupazione per le modalità con cui sta proseguendo l’ispezione del ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila”. L’associazione aggiunge che “l’indipendenza della giurisdizione costituisce garanzia di tutti i cittadini e non può essere esposta a forme, anche solo potenziali, di interferenza”.
L’Anm auspica “un tempestivo chiarimento da parte del Consiglio superiore della magistratura già investito della questione” e giudica delicato il fatto che l’attività ispettiva possa riguardare un procedimento ancora in corso. Critico anche Nello Rossi, direttore di Questione Giustizia: “L’inchiesta ministeriale è estremamente discutibile perché sembra investire il merito di una decisione giudiziaria”. E ancora: “L’inchiesta amministrativa non riguarda ‘uffici’ ma ‘persone'”. Una battaglia istituzionale che, mentre si consuma, lascia sullo sfondo il destino dei bambini.


