Per tre lunghi giorni si erano perse le tracce di un bambino di soli cinque anni, scomparso nel nulla mentre si trovava in vacanza con la famiglia. Una vicenda che aveva scosso profondamente l’opinione pubblica e mobilitato centinaia di persone tra forze dell’ordine, soccorritori e volontari.
Il bambino, di origini filippine ma residente a Torino, era in vacanza con la sua famiglia nel campeggio “Por la mar” a Latte, frazione di Ventimiglia, quando venerdì 11 luglio nel tardo pomeriggio si è improvvisamente allontanato. A quanto ricostruito, il piccolo avrebbe oltrepassato l’ingresso del camping saltellando, senza più fare ritorno. Un uomo ha poi raccontato di averlo incontrato all’altezza di un incrocio e di averlo accompagnato fino a un bivio poco distante. Una versione, questa, che ha subito insospettito gli investigatori.
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Le attenzioni si sono infatti concentrate su quell’uomo, ascoltato come testimone e portato in caserma per ulteriori accertamenti. I cani molecolari, impiegati nelle ricerche, hanno indirizzato le forze dell’ordine proprio verso l’abitazione dell’uomo, ignorando completamente il sentiero che questi aveva indicato. La sua vecchia Fiat Uno bianca è stata posta sotto sequestro e la sua casa passata al setaccio. La tensione, intanto, saliva di ora in ora, mentre la comunità e i soccorritori continuavano a cercare senza sosta.

La svolta è arrivata in modo inaspettato e felice: un passante ha notato il bambino in una zona non lontana dal camping e ha immediatamente contattato le forze dell’ordine. Le autorità si sono precipitate sul posto e hanno potuto confermare con sollievo l’identità del piccolo. Allan era vivo, cosciente e apparentemente in buone condizioni, anche se comprensibilmente provato dai giorni trascorsi da solo.

Dopo la conferma ufficiale, i genitori hanno potuto riabbracciarlo, ponendo fine a un incubo durato oltre 60 ore. La procura intanto proseguirà gli accertamenti sull’uomo che aveva fornito la versione sospetta e sul perché i cani molecolari avessero indicato la sua abitazione. Ma per ora, ciò che conta è che il bambino sia salvo e che questa vicenda si sia chiusa con il miglior finale possibile.


