Ci sono mattine che dovrebbero scorrere normali, con i rumori del palazzo e la routine di sempre. E invece, all’improvviso, una porta che si apre cambia tutto. Dentro un appartamento, nel silenzio più pesante, una famiglia si spezza in pochi minuti lasciando dietro di sé solo domande e un dolore impossibile da contenere.
È successo a Torino, nella mattinata di domenica 21 giugno, in un alloggio al civico 66 di via Domodossola. Una vicenda che ha sconvolto il quartiere e chi conosceva la famiglia, mentre gli investigatori cercano di ricostruire cosa sia accaduto davvero nelle ultime ore trascorse tra quelle mura.
Secondo la prima ricostruzione, una donna di 40 anni, di nazionalità romena, avrebbe ucciso la figlia di 13 anni e poi si sarebbe tolta la vita. Gli inquirenti parlano di un quadro drammatico: la ragazzina sarebbe stata strangolata, mentre la madre avrebbe poi messo fine alla propria esistenza impiccandosi. La dinamica precisa, però, è ancora al vaglio. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno raccogliendo elementi e riscontri per chiarire i passaggi esatti, i tempi e soprattutto il contesto in cui sarebbe maturata una scelta tanto estrema.

A fare la scoperta è stata la figlia maggiore, una giovane di 19 anni. Entrando in casa avrebbe trovato la madre già priva di vita e la sorella in condizioni gravissime, ancora agonizzante. Un’immagine agghiacciante, di quelle che segnano per sempre. Sul posto sono arrivati in pochi minuti i sanitari del 118. Hanno tentato a lungo di rianimare la tredicenne, ma ogni sforzo si è rivelato inutile: la ragazza è morta poco dopo, nonostante i tentativi disperati di strapparla a un destino già segnato.
Al momento della tragedia, il padre delle due ragazze non era nell’appartamento. Da quanto emerso nelle prime ore, la coppia starebbe attraversando una fase di separazione, un elemento che gli investigatori intendono approfondire per comprendere se vi fossero tensioni, fragilità o situazioni di particolare sofferenza.
Resta, per ora, il dolore di una comunità incredula e la sensazione di trovarsi davanti a un dramma maturato in silenzio, lontano dagli sguardi degli altri, fino all’epilogo più tragico. Nell’abitazione sono intervenuti prima gli agenti delle Volanti, poi la Squadra Mobile e la Polizia Scientifica, impegnata nei rilievi e nella raccolta di ogni dettaglio utile a ricostruire quanto accaduto.
In queste ore vengono ascoltati familiari e conoscenti per capire se la donna avesse mostrato segnali di disagio o se qualcuno avesse colto un cambiamento, un campanello d’allarme rimasto inascoltato. Le verifiche proseguono per dare un senso a un orrore che, dentro quella casa, ha lasciato solo macerie.


