La Valle d’Aosta è stata teatro di una sequenza di incidenti in montagna con un bilancio pesantissimo: sette alpinisti hanno perso la vita nell’arco di circa ventiquattro ore, tra la serata di venerdì 12 e la giornata di sabato 13 giugno 2026. Gli interventi di soccorso si sono concentrati su alcune delle zone più frequentate e complesse delle Alpi, con operazioni gestite in contemporanea e in raccordo con le strutture di emergenza dei Paesi confinanti, data la vicinanza delle aree di salita con i versanti francese e svizzero.
Nel corso di sabato si sono verificati tre episodi distinti tra area del Monte Bianco e del Cervino, con quattro decessi complessivi. Le attività di recupero e messa in sicurezza sono state coordinate dagli operatori del Soccorso alpino valdostano, con il coinvolgimento di reparti specializzati e di elicotteri di soccorso impiegati in base alla competenza territoriale.
Incidenti sul Cervino: un morto e avviate le procedure di identificazione
Uno degli interventi della giornata ha interessato il massiccio del Cervino, dove un alpinista è deceduto durante l’escursione. Il recupero è stato effettuato con l’ausilio dell’elisoccorso svizzero e la salma è stata trasportata a valle, nell’area di Cervinia. Il compagno di cordata, illeso, è stato anch’egli trasferito in località sicura.
Le procedure per l’identificazione della vittima sono state avviate dal Soccorso alpino della Guardia di finanza presente sul territorio. In casi di questo tipo gli accertamenti iniziali includono la ricostruzione dell’itinerario e la raccolta delle prime informazioni utili a chiarire la dinamica.
Monte Bianco, doppia emergenza tra ghiacciaio e cresta: tre vittime
Parallelamente, sul versante del Monte Bianco, un alpinista ha perso la vita in un incidente avvenuto in area glaciale. Sul posto è intervenuto un elicottero di soccorso francese, che ha provveduto al recupero del corpo e al trasferimento a Courmayeur. Gli atti di competenza per il riconoscimento sono stati affidati ai reparti incaricati nella zona di Entrèves.
Nelle stesse ore si è consumata un’ulteriore tragedia su un itinerario di cresta sul versante francese: due alpinisti sono deceduti e i soccorsi sono stati condotti dalle squadre competenti per territorio. Il coordinamento tra le diverse strutture operative ha permesso di gestire contemporaneamente più scenari di emergenza, con l’obiettivo di ridurre i tempi di intervento e garantire la sicurezza degli operatori.
Gran Paradiso, precipitati durante l’ascesa: riconosciute tre vittime italiane
La serie di decessi si era aperta venerdì 12 giugno sul Gran Paradiso, dove tre alpinisti italiani sono morti durante un’ascensione su un tratto di parete a quota elevata, intorno ai 3.600 metri. L’allarme era scattato in serata, poco dopo le 19.30, a seguito del mancato rientro del gruppo. L’intervento in elicottero aveva consentito l’individuazione dei corpi in tempi rapidi.
Secondo la prima ricostruzione, i tre sarebbero precipitati per circa 400 metri dopo aver perso un appiglio durante la progressione. Nella mattinata di sabato è arrivata l’identificazione: le vittime sono Antonio Sardano, 49 anni, nato ad Andria e residente a Trento; Sergio Martinelli, 29 anni, residente a Trento; e Maicol Zenatti, 38 anni, nato a Rovereto e residente a Brentonico.
Precedenti recenti nella stessa area e verifiche in corso
La zona del Gran Paradiso, già interessata da altri interventi nelle ultime settimane, era stata teatro di un ulteriore incidente alla fine di maggio, quando un escursionista di 54 anni era precipitato in un canalone per diverse centinaia di metri. Anche in quel caso erano intervenute le squadre di soccorso per il recupero e gli accertamenti.
Per gli episodi avvenuti tra Gran Paradiso, Cervino e Monte Bianco proseguono le verifiche utili a chiarire con precisione le dinamiche e le condizioni operative riscontrate in quota nelle ore degli incidenti, inclusi i fattori ambientali e la complessità dei tratti interessati.


