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Nuovo stato d’emergenza per la guerra in Ucraina. Cosa cambia rispetto a quello per il Covid

  • Italia

Dal Covid alla guerra in Ucraina, lo stato d’emergenza continua. L’Italia, così come molti altri Paesi nel resto del mondo, sta pian piano e faticosamente uscendo dalla pandemia da Coronavirus. Il calo dei contagi delle ultime settimane e l’arrivo della buona stagione, unite ad una campagna vaccinale che ha raggiunto la quasi totalità degli over12 hanno fatto ben sperare. Ma il governo guidato da Mario Draghi ha comunque prorogato lo stato di emergenza per il Covid fino al 31 marzo 2022.

Non solo. Mentre dal punto di vista sanitario la popolazione sembra uscita dalla crisi soprattutto considerando l’occupazione delle terapie intensive ferma all’8% ieri 28 febbraio, dal punto di vista delle disposizioni si assiste ad una proroga sia dell’uso delle mascherine in luoghi chiusi sia del Green Pass. E in questa difficile situazione, potremmo dire da un punto di vista ‘logistico’ e socio-economico, ecco l’escalation del conflitto in Ucraina ad opera della Russia di Vladimir Putin. Così, si parla di un altro stato di emergenza, stavolta legato alla crisi umanitaria nel paese dell’est Europa.

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Ma che differenza c’è tra i due stati di emergenza? Ovviamente il primo, quello legato al contenimento del Coronavirus ha un impatto maggiore sul territorio italiano. È stato approvato il 17 febbraio scorso alla Camera e durerà fino al 31 marzo 2022. Come tutti i cittadini hanno purtroppo imparato a vivere sulla propria pelle, le limitazioni riguardano gli spostamenti, l’accesso in luoghi pubblici, la possibilità di lavorare per molte categorie solo grazie al Green Pass, l’obbligo della mascherina e così via.

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Il nuovo stato d’emergenza per la guerra in Ucraina

Lo stato di emergenza approvato, invece, con un decreto legge lunedì 28 febbraio e che durerà fino al 31 dicembre 2022, serve ad “assicurare soccorso e assistenza alla popolazione ucraina sul territorio nazionale in conseguenza della grave crisi internazionale in atto”. Mario Draghi ha dichiarato che si tratta in questo caso di uno “stato di emergenza umanitaria” e “un impegno di solidarietà” utile per “assicurare il massimo aiuto dell’Italia all’Ucraina”. Dunque servirà in primis per fornire sia aiuti umanitari, ma anche per affrontare i nodi legati alla possibile riduzione di quantità di gas proveniente dalla Russia e delle procedure Nato.

Per quanto riguarda gli aiuti umanitari il primo carico della Protezione civile è partito giusto oggi con destinazione Prochowice in Polonia. Circa 200 tende da campo con una capacità di 1000 posti letto sono state inviate. Come riferito da Palazzo Chigi e riportato da Il Sole 24 Ore, nel decreto di ieri pomeriggio, si è intervenuti anche per “garantire sostegno e assistenza al popolo ucraino attraverso la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell’Ucraina. Una seconda norma introdurrà una procedura che consenta maggiore flessibilità nell’uso delle diverse sorgenti di energia elettrica del Paese”.


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