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Garlasco, Marco Poggi conferma tutto ai magistrati: “Sì, sono sicuro”

  • Italia

Il caso di Garlasco torna ancora una volta al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, la nuova inchiesta della Procura di Pavia continua a muoversi su binari delicatissimi. Gli inquirenti stanno infatti cercando di ricostruire ogni possibile dettaglio rimasto in ombra, riaprendo scenari che sembravano ormai archiviati dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi.

>> Garlasco, finito l’interrogatorio al fratello di Chiara: la notizia arrivata ora

Negli ultimi giorni, il nuovo filone investigativo si è concentrato soprattutto sulla posizione di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, tornato sotto i riflettori degli investigatori. Le attenzioni della Procura si starebbero concentrando su possibili elementi rimasti inesplorati all’epoca delle prime indagini, compresa una pista che farebbe riferimento a presunti contenuti privati presenti nel computer della famiglia Poggi. Ed è proprio in questo contesto che assume un peso enorme l’audizione di Marco Poggi.


Garlasco, cosa succede dopo l’audizione di Marco Poggi

L’interrogatorio del fratello di Chiara è durato circa due ore ed è avvenuto davanti alle stesse pm che stanno conducendo l’inchiesta bis. Secondo quanto riportato da LaPresse, Marco Poggi avrebbe dichiarato di essere sicuro di non avere mai visto sul pc di casa i presunti filmati intimi girati da Chiara insieme ad Alberto Stasi e che, secondo una delle ipotesi investigative, potrebbero avere avuto un ruolo nel nuovo impianto accusatorio. Una frase che, di fatto, rischia di ridimensionare almeno una parte della ricostruzione investigativa emersa nelle ultime settimane.

La Procura starebbe infatti cercando di comprendere se qualcuno, all’epoca, fosse a conoscenza dell’esistenza di materiale sensibile riguardante la vita privata della vittima. L’ipotesi investigativa ruoterebbe attorno a un possibile movente di natura “sessuale” o comunque legato alla sfera personale di Chiara Poggi. Tuttavia, la testimonianza di Marco Poggi sembra andare in direzione opposta: il 37enne avrebbe escluso di avere mai avuto contezza di quei contenuti o della loro eventuale presenza nel computer di famiglia.

Intanto, attorno alla Procura di Pavia è stato imposto il massimo riserbo. L’arrivo e l’uscita di Marco Poggi sarebbero stati blindati per evitare il contatto con giornalisti e telecamere, una scelta attribuita direttamente al procuratore capo Fabio Napoleone. Anche questo dettaglio ha contribuito ad aumentare la tensione attorno a un’indagine che continua ad attirare enorme attenzione pubblica, soprattutto dopo il silenzio mantenuto da Andrea Sempio davanti agli inquirenti.

Ma cosa potrebbe succedere adesso? Gli scenari restano molteplici. Gli investigatori potrebbero decidere di approfondire ulteriormente gli elementi raccolti nelle ultime settimane attraverso nuovi accertamenti tecnici, ulteriori audizioni o consulenze informatiche. In ambienti giudiziari si ipotizza anche la possibilità che vengano rivalutate vecchie testimonianze alla luce delle nuove ricostruzioni investigative emerse negli ultimi mesi.

Allo stesso tempo, il fascicolo potrebbe avvicinarsi a una svolta decisiva. Se la Procura ritenesse sufficienti gli elementi raccolti, potrebbe arrivare la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Sempio. In alternativa, qualora gli elementi non venissero considerati abbastanza solidi, non sarebbe esclusa un’archiviazione oppure una prosecuzione delle indagini con ulteriori attività istruttorie. Un passaggio fondamentale sarà quello previsto dall’articolo 415-bis del codice di procedura penale: la chiusura delle indagini preliminari, che consentirebbe alla difesa di depositare memorie o chiedere un nuovo interrogatorio.

Nel frattempo, il caso continua a dividere opinione pubblica ed esperti. C’è chi ritiene che la nuova indagine possa davvero portare a elementi mai emersi prima e chi invece teme che si stia inseguendo una pista destinata a sgretolarsi davanti alla mancanza di prove definitive. Di certo, però, l’audizione di Marco Poggi rappresenta uno snodo cruciale: le sue parole potrebbero influenzare in modo significativo le prossime mosse della Procura e il futuro dell’intera inchiesta su uno dei delitti più discussi della cronaca italiana.


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