Il caso del delitto di Garlasco torna ancora una volta al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria, con nuovi sviluppi che riaccendono interrogativi mai del tutto sopiti. A distanza di anni dalla condanna definitiva di Alberto Stasi, gli inquirenti continuano a scandagliare ogni dettaglio utile per chiarire eventuali zone d’ombra rimaste nella ricostruzione dei fatti. L’attenzione si concentra oggi su elementi che, riletti alla luce delle nuove indagini, potrebbero assumere un peso diverso.
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Negli ultimi giorni, infatti, la posizione di Andrea Sempio, già indagato e poi archiviato nel 2017, è tornata sotto la lente degli investigatori. Gli accertamenti in corso puntano a verificare la coerenza delle dichiarazioni rese all’epoca, confrontandole con nuovi riscontri e con una rilettura più approfondita dei movimenti e delle tempistiche di quella mattina del 13 agosto 2007, quando Chiara Poggi fu trovata senza vita nella sua abitazione.

Garlasco, cosa non torna agli inquirenti
Emergerebbero infatti alcune incongruenze che avrebbero spinto gli investigatori a riconsiderare passaggi ritenuti, fino a poco tempo fa, marginali. Si tratta di dettagli apparentemente secondari, ma che, inseriti nel contesto generale, potrebbero contribuire a delineare una versione dei fatti differente rispetto a quella consolidata negli anni. Ed è proprio su questi aspetti che si concentra oggi l’attenzione degli inquirenti.

Uno dei punti più delicati riguarda il racconto fornito dallo stesso Sempio durante le indagini. In particolare, gli investigatori starebbero analizzando con attenzione le sue dichiarazioni messe a verbale nel 2017, alla ricerca di eventuali discrepanze o elementi che possano risultare difficili da conciliare con altri dati emersi nel corso delle verifiche più recenti.

“Quando sono tornato a Garlasco verso le 11 sono andato da mia nonna e sono rimasto lì più o meno fino all’ora di pranzo, poi sono tornato a casa per pranzare e poi verso le 13.30 siamo tornati con mio padre da mia nonna“. È questo il passaggio chiave su cui si starebbero concentrando le nuove analisi. Una ricostruzione che, secondo chi indaga, presenterebbe alcuni aspetti poco chiari, anche alla luce delle abitudini quotidiane dell’indagato.
A rendere ancora più complesso il quadro contribuiscono le dichiarazioni della nonna, ascoltata dai carabinieri già nel 2008. La donna, pur confermando la visita del nipote, non aveva però specificato un dettaglio ritenuto oggi rilevante: non era stato chiarito, infatti, se il giovane fosse arrivato “a piedi o in auto”. Un elemento che, a distanza di anni, potrebbe assumere un significato diverso nell’ambito della ricostruzione complessiva.
Solo a questo punto emerge uno degli aspetti che più starebbe facendo discutere gli investigatori: la presunta doppia visita nell’arco della stessa giornata. Un comportamento considerato anomalo rispetto alle consuetudini di Sempio e che, proprio per questo, avrebbe attirato l’attenzione degli inquirenti, spingendoli a verificare con maggiore precisione tempi e modalità degli spostamenti. Un punto che potrebbe essere la svolta decisiva e, insieme, la prova delle bugie di Sempio. Un punto capace di mettere la parola fine sul caso.
Ma i dubbi non si fermano qui. A sollevare ulteriori perplessità sarebbe anche il racconto relativo al momento in cui Sempio avrebbe appreso del delitto. All’epoca dichiarò di essere passato in auto con il padre e di aver “notato la presenza di un’ambulanza e di diverse persone”. Una versione che oggi viene definita dagli investigatori “palesemente inverosimile”, considerando che Via Pascoli non si trovava lungo il tragitto indicato e che, “considerata la distanza”, non sarebbe stato possibile vedere quanto descritto.
Intanto, sui social il caso continua a dividere l’opinione pubblica. C’è chi scrive: “Possibile che dopo tutti questi anni ci siano ancora così tanti dubbi?”, mentre altri sottolineano: “Ogni dettaglio va verificato, anche il più piccolo”. E non manca chi si mostra scettico: “Sembra una storia senza fine, ma forse la verità completa non è mai venuta fuori”. Un clima di attesa e tensione che accompagna ogni nuovo sviluppo, mentre gli inquirenti proseguono il loro lavoro per fare luce definitiva su uno dei casi più discussi della cronaca italiana.


