Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Pronto a farlo”. Caso Roggero, l’annuncio di Matteo Salvini dal carcere

  • Italia
roggero carcere parole mattarella

Per molti il caso rappresenta uno dei più discussi degli ultimi anni sul tema della legittima difesa, per altri è una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica tra chi invoca il rispetto della sentenza e chi, invece, chiede un gesto di clemenza. Nelle ultime ore, l’attenzione si è concentrata sul primo giorno di detenzione del gioielliere Mario Roggero, entrato nel carcere di Bollate dopo la condanna definitiva per i fatti del 28 aprile 2021.

>> “Come Alberto Stasi”. Mario Roggero, la scoperta dopo l’ingresso nel carcere di Bollate

Mentre davanti all’istituto penitenziario si sono radunati sostenitori e rappresentanti politici, anche il collegio difensivo ha avviato i primi contatti con il proprio assistito. L’obiettivo è verificare le sue condizioni dopo l’ingresso in carcere e preparare le prossime mosse sul piano legale, in una vicenda destinata a far discutere ancora a lungo.

roggero carcere parole mattarella


La prima notte di Mario Roggero nel carcere di Bollate

“Sto andando ora a Bollate da Mario. Alle 12 ho il colloquio con lui in carcere, in camera avvocati”. Così ha dichiarato all’Adnkronos l’avvocato Stefano Marcolini, difensore di Mario Roggero, spiegando di voler incontrare il proprio assistito dopo la prima notte trascorsa nella struttura penitenziaria milanese. “Tra i doveri del difensore c’è quello di capire com’è andata la prima notte in carcere – spiega -. Mario ha 72 anni, è incensurato”. Un colloquio considerato fondamentale per valutare le sue condizioni personali e affrontare i prossimi sviluppi della vicenda giudiziaria.

Nelle stesse ore il carcere di Bollate è stato raggiunto anche dal vicepremier Matteo Salvini, che ha trascorso circa un’ora e mezza all’interno dell’istituto. All’esterno era presente una delegazione della Lega Giovani, con cartelli e uno striscione attraverso cui è stata avanzata la richiesta di “grazia per Mario Roggero”. Insieme al leader della Lega hanno preso parte alla visita anche i deputati Fabrizio Cecchetti e Luca Toccalini, segretario della Lega Giovani.

Al termine dell’incontro, Salvini ha raccontato di aver trovato Roggero sereno nonostante le inevitabili difficoltà dell’ingresso in carcere. “Sta bene e ci tiene a farlo sapere ai familiari e agli italiani che gli sono vicino”, ha affermato il ministro, aggiungendo: “Ovviamente la prima notte in carcere di un uomo che per 72 anni ha lavorato, per un marito, un padre, un nonno di otto nipoti, non è semplicissima, però abbiamo parlato più di un’ora di tutto, di quello che è successo, di quello che speriamo succeda da qui ai prossimi mesi, di libri, di cucina e di una struttura all’avanguardia come quella di Bollate, dove chiunque può rimettersi in gioco”. Salvini ha inoltre ribadito che Roggero “sta bene. Quando ci siamo abbracciati all’inizio è alla fine l’abbraccio è stato lungo, però ci tiene a far sapere che è sereno”.

Il leader della Lega ha poi aperto anche uno scenario politico, spiegando: “Come Lega stiamo esaminando tutti i profili legali e se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo candidare”. Successivamente ha precisato che il partito sta “approfondendo tutti i profili giuridici del caso”.

Sul tema della grazia, Salvini ha aggiunto: “La moglie ha chiesto la grazia e ha fatto bene e io sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente, nei tempi e nei modi che vorrà, dal presidente della Repubblica, che è l’unico che può decidere modi, tempi e contenuti”. Ha infine sottolineato: “Noi non facciamo pressione su nessuno, non ci sono attacchi nei confronti di nessuno, c’è la convinzione che ci sia in carcere un uomo che ha lavorato una vita e che non può essere giudicato per quelle frazioni di secondo durante le quali può essere che abbia ecceduto, però né lui né io auguriamo al peggior nemico di trovarsi con pistole o coltelli puntati e mogli e figli aggrediti per l’ennesima volta”. Secondo Salvini, se Roggero “non fosse stato aggredito nella sua proprietà, non avrebbe reagito e quindi la considerazione di un uomo onesto che ha sempre lavorato, che ha sempre rispettato il prossimo, che non ha mai commesso un reato, che a 72 anni non si merita di avere 14 anni di carcere davanti, va fatta”.

Durante la visita è emerso anche un altro tema finito al centro del dibattito mediatico. Salvini ha infatti riferito che Roggero “ha smentito alcune fantasiose ricostruzioni uscite oggi sui giornali” riguardo a un presunto episodio del 2005 nel quale avrebbe minacciato con una pistola l’allora fidanzato della figlia e i suoi genitori. “Ne abbiamo parlato” e, ha assicurato il vicepremier, il gioielliere “assolutamente” ha smentito la ricostruzione di stampa.

L’ingresso nel carcere di Bollate è avvenuto nel pomeriggio di ieri, dopo l’ordine di esecuzione emesso dalla Procura di Asti in seguito alla condanna definitiva. Prima di varcare i cancelli dell’istituto, Roggero aveva risposto alle domande dei cronisti sul proprio stato d’animo. Alla richiesta di sapere se fosse pentito aveva replicato: “Non si può fare questa domanda, perché quando uno ha una pistola puntata in faccia, spara per primo”. Poco dopo aveva aggiunto di essere “certamente” pentito per quanto accaduto, precisando però: “diciamo che è con il senno del poi. Bisogna trovarcisi in quel momento”. Infine aveva rilanciato il tema della richiesta di clemenza con una frase destinata a far discutere: “Ha graziato la Minetti, penso che Mattarella dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza. Io me l’aspetterei una grazia”. Ad accompagnarlo fino al carcere sono state la moglie e la figlia Laura, presente insieme ai genitori nella gioielleria durante la drammatica rapina del 28 aprile 2021.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure