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“Perché le ho sparato”. Omicidio Cinzia Pinna, il movente di Emanuele Ragnedda: cosa ha rivelato ai carabinieri

  • Italia

Una vicenda che ha sconvolto l’intera comunità del nord Sardegna sembra aver trovato il suo epilogo più tragico. Nelle ore successive al ritrovamento del corpo senza vita di Cinzia Pinna, 33 anni, di Castelsardo, gli investigatori hanno raccolto le prime dichiarazioni dell’uomo che ha ammesso di averle tolto la vita. Si tratta di Emanuele Ragnedda, imprenditore del settore vitivinicolo, interrogato dai carabinieri nella giornata di mercoledì 24 settembre 2025.

Secondo quanto riferito dall’uomo agli inquirenti, tutto sarebbe nato da un’accesa discussione con la giovane, scomparsa da Palau l’11 settembre e cercata per quasi due settimane. Durante il litigio, la situazione sarebbe degenerata fino a trasformarsi in una violenza senza controllo. Ragnedda ha sostenuto che la donna lo avrebbe minacciato con un oggetto non meglio precisato e che, temendo per la propria incolumità, avrebbe impugnato un’arma da fuoco, esplodendo uno o più colpi mortali.


Il corpo di Cinzia è stato rinvenuto all’interno della tenuta agricola di proprietà dello stesso imprenditore, un dettaglio che ha scosso ulteriormente l’opinione pubblica. Le indagini, coordinate dalla procura, si concentrano proprio su quell’area: i carabinieri del Ris stanno effettuando rilievi meticolosi nel casolare e nei terreni circostanti, alla ricerca di elementi utili a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e a confermare o smentire la versione fornita dall’uomo.

Sul piano giudiziario, si è ancora in attesa della fissazione dell’udienza di convalida del fermo. Ragnedda, oltre all’accusa di omicidio volontario, deve rispondere anche di omicidio volontario aggravato dall’uso di arma comune da sparo e di occultamento di cadavere, un aggravante che complica ulteriormente la sua posizione. Sarà il giudice a valutare la fondatezza del racconto dell’imprenditore e la sussistenza di elementi che possano configurare una difesa legittima, ipotesi al momento lontana dall’essere accreditata.

Intanto, la famiglia della vittima sta vivendo ore di dolore insopportabile. Non è ancora avvenuto il riconoscimento ufficiale del corpo, una fase che i parenti dovranno affrontare nei prossimi giorni, mentre si stringono nel silenzio e nella preghiera. La notizia della tragica fine di Cinzia, ragazza conosciuta e benvoluta a Castelsardo, ha lasciato sgomento non solo il paese d’origine ma anche tutta la Gallura, che da giorni seguiva con apprensione le ricerche sperando in un epilogo diverso.

Quella che inizialmente sembrava una scomparsa misteriosa si è trasformata in una drammatica vicenda di sangue, destinata a far discutere ancora a lungo, mentre le indagini proseguono per fare piena luce su un delitto che ha tolto la vita a una giovane donna e sconvolto due comunità.


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