I fatti avvenuti nella notte di Capodanno a Crans-Montana continuano a sollevare interrogativi e polemiche, soprattutto sul tema della sicurezza nei locali notturni. A intervenire al Corriere.it è Flavio Briatore, imprenditore piemontese con una lunga esperienza nel settore dell’intrattenimento e della ristorazione di lusso, che non usa mezzi termini nel definire quanto accaduto. “È stata una tragedia evitabile, quella di Crans-Montana”.
La convinzione di Briatore nasce da un’analisi che parte dalla sua esperienza diretta. Alla domanda su come faccia a esserne così sicuro, l’imprenditore risponde: “Penso che se si fossero rispettate le norme di sicurezza, non sarebbe potuto accadere. Le dico, per l’esperienza che ho, che quando uno apre un locale tra i primi aspetti che si guardano ci sono le regole di sicurezza. E all’interno de Le Constellation i punti critici sembrano tanti: la spuma anti-rumore altamente infiammabile, il soffitto abbassato, l’impianto anti-incendio forse non funzionante…”. Un elenco che, secondo Briatore, dipinge un quadro preoccupante e lascia spazio a dubbi sulla corretta gestione del locale.
Leggi anche: “C’è una cosa strana…”. Crans Montana, interviene Flavio Briatore. La segnalazione

La decisione di Flavio Briatore dopo la strage di Crans-Montana
Tra gli elementi centrali emerge anche la questione delle vie di fuga, un aspetto che per chi opera nel settore dovrebbe essere intoccabile. “Certo, le vie di fuga sono fondamentali, ce ne vogliono un tot in proporzione alla capienza. Qui c’era una sola scala, forse troppo stretta. Chissà poi quale licenza avevano i proprietari”. Da qui nasce un ulteriore interrogativo sulla regolarità delle autorizzazioni. “Il locale aveva solo la licenza per il bar o anche per il pubblico spettacolo? Senza questa, lì sotto non si sarebbe potuto nemmeno ballare. In Italia con i controlli severi che ci sono un evento simile non sarebbe mai successo. Ad ogni modo adesso daranno un giro di vite ovunque: sulla sicurezza bisogna stare molto attenti”.

Nella seconda parte della sua intervista al Corriere Briatore si sofferma su uno degli elementi che più hanno colpito l’opinione pubblica, le candele scintillanti attaccate alle bottiglie. Il giudizio è netto: “Onestamente sono micidiali”. Una presa di posizione che arriva nonostante l’imprenditore ammetta che in passato siano state utilizzate anche nei suoi locali. “Sì, le abbiamo usate, ma sempre all’esterno. Sono troppo pericolose: fanno 25-30 secondi di fiamma che non riesci più a spegnere soffiando, non sono candeline. Adesso comunque abbiamo bloccato tutto, anche ai Crazy Pizza. Qui a Dubai, per dire, le avevamo già sostituite con quelle a batteria: sono degli innocui led freddi”.

Proprio da questa esperienza nasce l’idea di un possibile messaggio più ampio rivolto al settore. Alla domanda se possa lanciare un invito a non utilizzare più questi strumenti nei locali chiusi, Briatore frena sui tempi ma non sull’intenzione. “Lasciamo passare con calma questo periodo e poi possiamo tranquillamente farlo”. Parole che chiudono un intervento destinato a far discutere e che riportano al centro una questione fondamentale: la sicurezza non come optional, ma come presupposto imprescindibile per evitare che una notte di festa si trasformi in tragedia.


