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“Ma sì, è proprio lui”. Camera ardente Ornella Vanoni, il famoso in fila nascosto in mezzo a tanta gente comune

  • Italia

Le note di Domani è un altro giorno hanno avvolto Milano sin dalle prime ore della mattina, mentre via Rovello si riempiva lentamente di persone che avanzavano in silenzio verso l’ingresso del Piccolo Teatro Grassi. Lì, dove Ornella Vanoni aveva calcato la scena decine di volte, la bara di legno chiaro era stata posizionata ai piedi del palco, circondata da cuscini di girasoli e dai gonfaloni istituzionali. Era un’immagine semplice, ma potentissima: un teatro trasformato in casa, un ultimo abbraccio collettivo in uno spazio che per lei aveva il profumo della vita, dell’arte e della libertà.

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Il pubblico ha iniziato ad affluire ancora prima dell’apertura ufficiale della camera ardente, previsto per le 10. Alcuni arrivavano con un fiore in mano, altri con lo sguardo smarrito, come chi cerca un modo per dire grazie. Quando le porte si sono aperte, la voce dell’artista ha colmato l’aria: Domani è un altro giorno si vedrà, cantava lei, mentre dentro il teatro si consumava un silenzio attento e composto. La fila all’esterno, intanto, aveva già raggiunto via Dante, formando un serpentone che arrivava quasi fino a piazza Cairoli.


Ornella Vanoni, fila alla camera ardente

A rendere omaggio all’artista sono arrivati fin da subito colleghi, volti dello spettacolo, amici di una vita. Tra i primi a presentarsi è spuntata Emma Marrone, che ha raggiunto l’ingresso a passo rapido, con il volto rigido da chi non vuole cedere alle emozioni davanti a una folla così vasta. Poco dopo sono arrivati anche Fiorella Mannoia, Arisa, Lella Costa, e i loro ingressi sono stati accolti da un rispettoso mormorio. La Mannoia, fermandosi con i cronisti, ha detto: “Ornella Vanoni è stato un punto di riferimento per ognuno e ognuna di noi, perché era il simbolo della libertà, dell’irriverenza”. Poi ha sorriso appena: “Tante volte abbiamo cantato insieme… i ricordi più divertenti li tengo per me”.

La città, nel frattempo, continuava ad avvicinarsi. C’erano famiglie, ragazzi, anziani, turisti improvvisamente coinvolti in un momento di storia. La salma, giunta al teatro accompagnata dagli applausi dei passanti, era stata deposta sotto una corona di rose bianche del Piccolo Teatro d’Europa. La fila cresceva senza interruzione, il ritmo scandito dall’arrivo discreto degli amici di Ornella, che si mescolavano alla folla senza barriere né percorsi privilegiati, come lei avrebbe probabilmente voluto.

Ed è proprio tra quella folla che, poco dopo, è stato visto anche lui, arrivato in anticipo rispetto alla maggior parte dei presenti, tenendosi un passo indietro rispetto ai fotografi e senza alcuna celebrazione di sé. trattava di Fabio Fazio, che in questi anni aveva condiviso con Ornella complicità, ironia, battute affilate e una lunga sintonia televisiva. Chi era lì ha notato il suo volto teso, quasi sorpreso dalla quantità di persone accorse, come se la portata dell’affetto intorno a lei fosse qualcosa di difficile da contenere persino per chi l’aveva frequentata da vicino.

La mattinata è continuata con un flusso costante: sono arrivati anche Simona Ventura, lo stilista Antonio Marras, altri volti noti che non hanno lasciato dichiarazioni, limitandosi a un inchino, un fiore, un saluto muto. Dentro, vicino al feretro, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi hanno osservato i presenti uno per uno, consapevoli del significato profondo che questa giornata aveva per la città.

Fuori, il serpentone non accennava a diminuire. A volte si formava un breve applauso, a volte un brusio appena percettibile. Molti si fermavano solo pochi secondi davanti alla bara, quasi imbarazzati dall’intimità del momento; altri si trattenevano di più, come se non riuscissero a staccarsi da quel legame che aveva attraversato decenni di musica, televisione, ironia, fragilità condivisa. La voce di Ornella, che continuava a risuonare in sottofondo, sembrava dare un ritmo al dolore, trasformandolo in qualcosa di morbido.

La camera ardente rimarrà aperta fino alle 14 e riaprirà domani dalle 10 alle 13. Il funerale si terrà sempre domani alle 14:45 nella chiesa di San Marco, nel cuore del quartiere di Brera dove l’artista abitava. Milano si prepara a un altro abbraccio, forse l’ultimo, ma non certo conclusivo: perché Ornella Vanoni, anche oggi, ha dimostrato di essere più viva che mai nel ricordo di chi l’ha amata, ascoltata, seguita, e di chi è venuto a dirle addio in una domenica che, per molti, non sarà come le altre.


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