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Caro bollette, quando puoi accendere i termosifoni nella tua zona? Il nuovo calendario

  • Italia

Caro bollette del riscaldamento, le nuove regole. Si approssima la stagione invernale e per gli italiani anche la preoccupazione di rincari vertiginosi. E per fare fronte a questa incombenza, in vigore anche nuovi limiti sull’utilizzo degli impianti termici nei luoghi pubblici e negli impianti centralizzati. Le regole che tutti devono conoscere.

Nuove regole per le bollette del riscaldamento. Un argomento che preoccupa non poco e che chiama ogni italiano a prendere preziosi consigli e indicazioni in vista dell’incombenza dei rincari sulle bollette di luce e gas. Ma per fronteggiare al meglio gli aumenti, ci ha pensato il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas del Mite.

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Nuove regole per le bollette del riscaldamento


Nuove regole per le bollette del riscaldamento: Italia divisa in 6 fasce

Confermato con un Decreto ministeriale a firma del ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, il Piano prevede nuove regole dettate anche dalle diverse zone italiane, individuate dallo stesso Mise e distinte sulla base delle diverse aree climatiche, designate dalle lettere dell’alfabeto da A a F.

Nuove regole per le bollette del riscaldamento

In merito a ciò, l’Italia verrà divisa in 6 diverse aree climatiche individuate su tutto il territorio. Segue inoltre anche una precisa indicazione sull’orario di accensione dei riscaldamenti ridotto di un’ora al giorno e accensione ridotta per un periodo più breve di 15 giorni.

Nuove regole per le bollette del riscaldamento

E non solo. Tutto questo anche in previsione di una diminuzione di gradi massimi possibili, nello specifico di un grado per cinque delle sei zone e aree climatiche. Sotto la lettera F, dunque, cadrà la zona più fredda e racchiude i territori lungo l’arco alpino, come Belluno, Trento e Cuneo. In dette aree dunque non sono previste limitazioni di orari. Sotto la lettera A, invece, l’area più calda con ore di riscaldamento ridotte al minimo. Si parla nello specifico delle isole di Lampedusa e Linosa.

Ma per comprendere meglio il meccanismo delle nuove regole, si prenda ad esempio la zona D ovvero le città costiere del centro, incluse Genova e Firenze, o le zone E che include Milano, Torino, Bologna e Venezia ma anche L’Aquila e Campobasso. In zona C cadono le città di Napoli, Bari, Lecce e Cagliari, mentre per la B, Palermo e Catania ma anche Reggio Calabria. Secondo il periodo dell’anno e un numero massimo di ore giornaliere in cui è consentita l’accensione degli impianti di riscaldamento centralizzati ecco le nuove indicazioni divise per zone quindi per fascia.

Fascia A 8 dicembre – 7 marzo, Fascia B 8 dicembre – 23 marzo, Fascia C 22 novembre – 23 marzo, Fascia D 8 novembre – 7 aprile, Fascia E 22 ottobre – 7 aprile, Fascia F nessuna limitazione. Ma secondo quanto previsto dal Mise, non tutte le regole possono riguardare in egual modo strutture e luoghi pubblici.

Esclusi luoghi di cura come ospedali e cliniche, scuole materne e asili nido e ancora piscine, saune, così come soggetti che detengono impianti alimentati prevalentemente a energie rinnovabili e gli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali. Prevista inoltre una deroga, autorizzata dalle autorità locali, per l’accensione degli impianti termini alimentanti a gas, in caso di clima particolarmente rigido.


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