Prima l’odore acre nell’aria, poi quel cielo che cambia colore in pochi istanti. Una scia scura, sempre più spessa, si alza e si allunga sopra i tetti, visibile anche da lontano. E in città, nel giro di minuti, la normalità si ferma: finestre che si chiudono, telefonate, sirene, paura. Succede tutto nelle prime ore del mattino di venerdì 12 giugno, quando una nube nera comincia a preoccupare Mantova e i comuni attorno. Il tam tam corre veloce, mentre arrivano i primi aggiornamenti delle autorità e la macchina dei soccorsi si mette in moto senza perdere un secondo.
L’emergenza scatta all’interno dello stabilimento chimico Versalis di Mantova, in via Brennero. Qui, per cause ancora in fase di accertamento, divampa un incendio che in poco tempo genera una colossale colonna di fumo nero, densa e minacciosa, che si staglia nel cielo e fa scattare l’allarme.
L’immagine è di quelle che mettono i brividi: una nube scura che sembra “mangiare” l’orizzonte. Ed è inevitabile che la domanda si faccia spazio tra i residenti: cosa stiamo respirando? Quanto può essere pericoloso? La preoccupazione cresce soprattutto per la natura dei materiali presenti in un polo industriale di questo tipo.

Sul posto arrivano subito numerose squadre dei vigili del fuoco di Mantova, impegnate a contenere le fiamme e a impedire che il fuoco possa raggiungere altre aree sensibili dello stabilimento. Un’operazione delicatissima, fatta di raffreddamenti, verifiche e manovre in sicurezza. La direzione regionale conferma anche l’invio di supporti da altri comandi: rinforzi da Brescia e Bergamo, con mezzi e personale specializzato. Intanto si lavora senza sosta per circoscrivere il rogo e mettere in sicurezza l’area, mentre la nube continua a preoccupare chi la vede incombere sulla città.
Nel pieno dell’emergenza interviene anche il sindaco Andrea Murari, che segue da vicino la situazione e si confronta direttamente con la direzione dell’azienda per avere aggiornamenti costanti. La prima notizia che arriva, almeno su un fronte, è un sospiro di sollievo: non risultano feriti o intossicati tra i lavoratori presenti in quel momento.
Ma la prudenza resta massima. Proprio per ridurre qualsiasi rischio legato all’inalazione dei fumi, il sindaco firma un’ordinanza urgente a scopo precauzionale, comunicata anche attraverso i canali istituzionali e social: evitare di sostare all’aperto e tenere chiuse le finestre di case e uffici fino a nuove indicazioni.
La misura, spiegano dal Comune, serve a tutelare la salute pubblica in attesa dei controlli tecnici: saranno i rilievi sulla qualità dell’aria a chiarire l’entità dell’eventuale ricaduta dei fumi sul territorio e a guidare le prossime decisioni. Intanto in città resta quell’atmosfera sospesa che conosce bene chi ha vissuto anche solo una volta un allarme simile: si guarda fuori, si cerca di capire da che parte va il vento, si aspetta l’aggiornamento successivo. E si spera che tutto rientri il prima possibile.


