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Nave da guerra russa davanti alle coste italiane, interviene l’Aeronautica

  • Italia

Nel Mediterraneo basta poco per cambiare l’aria. Una scia all’orizzonte, un segnale intercettato, una rotta che sembra “di passaggio” ma che, in certi giorni, pesa come un messaggio. E quando succede vicino casa, davanti alla Sardegna, l’attenzione sale di colpo.

Nelle ultime ore, in mare aperto a sud dell’isola, alcuni monitoraggi hanno acceso i riflettori su due presenze che non passano inosservate. Mentre in superficie le navi avanzavano verso ovest, in cielo qualcosa si è mosso quasi in parallelo, con un’attività che ha fatto discutere osservatori e addetti ai lavori.

Nave militare russa avvistata al largo della Sardegna


Secondo quanto riportato dal sito specializzato in informazione militare Itamilradar, nelle acque a sud della Sardegna sono state individuate una nave da guerra russa e una nave militare di supporto, entrambe dirette verso ovest lungo la rotta che porta allo Stretto di Gibilterra.

È una direttrice marittima tutt’altro che neutra: Gibilterra è una porta strategica, il passaggio obbligato per chi dal Mediterraneo punta all’Atlantico. E ogni movimento, in questa fase internazionale, viene letto e riletto con estrema attenzione. Le unità segnalate sarebbero la fregata Admiral Flota Kasatonov e la nave rifornitrice Akademik Pashin. Due nomi che, per chi segue il tema, bastano a far drizzare le antenne: non si parla di una semplice navigazione, ma di mezzi militari che rientrano in un quadro più ampio di presenza e proiezione in mare.

Le ricostruzioni si basano su analisi di dati disponibili pubblicamente e sul tracciamento delle attività in mare. E proprio la rotta, compatibile con un’uscita dal Mediterraneo, ha alimentato l’ipotesi di un ulteriore ridimensionamento della già limitata presenza navale russa nell’area.

Nelle stesse ore è stata rilevata l’attività di un Beechcraft King Air 350ER SPYDR dell’Aeronautica Militare italiana, decollato dalla base di Decimomannu, in Sardegna. Il velivolo avrebbe operato nelle acque a sud-ovest dell’isola con un profilo di volo a quota relativamente bassa.

Un dettaglio che, per chi conosce questo tipo di missioni, è tutt’altro che casuale: è una modalità tipica delle attività di controllo e osservazione del traffico marittimo. Non c’è una conferma ufficiale di un collegamento diretto con le navi russe, ma la coincidenza di tempo e area ha fatto nascere più di una domanda.

Velivolo in missione di sorveglianza sul Mediterraneo

I velivoli della flotta King Air 350ER vengono impiegati regolarmente in missioni di Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (ISR), cioè attività di raccolta informazioni, sorveglianza e ricognizione. Negli ultimi mesi, il Mediterraneo centrale è tornato a essere un’area di interesse strategico sempre più marcato.

Non è solo un tema militare: è un incrocio di rotte, equilibri e tensioni. E con lo scenario internazionale segnato dalla guerra in Ucraina e dagli effetti geopolitici che si riverberano anche a sud dell’Europa, i controlli si sono intensificati. La Admiral Flota Kasatonov è considerata una delle fregate più moderne della Marina russa e non è nuova al Mediterraneo. In passato era già stata vista in missione nel 2021 e nel 2022, con tappe in porti e aree strategiche tra Algeria, Grecia, Egitto, Siria e Turchia.

Durante quelle missioni, aveva preso parte a esercitazioni e ad attività di monitoraggio di gruppi navali occidentali, inclusi quelli statunitensi e francesi. Nel 2022, inoltre, non poté accedere al Mar Nero dopo la decisione della Turchia di limitare il transito attraverso gli Stretti in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina.

Parliamo di un’unità che, anche solo per numeri, racconta una capacità operativa di peso: circa 4.500 tonnellate di dislocamento, 135 metri di lunghezza, un equipaggio di circa 210 militari e una velocità che può arrivare vicino ai 30 nodi. Autonomia elevata e possibilità di restare in mare per lunghi tratti senza rifornimento.

Quanto all’armamento, la fregata è dotata di missili da crociera delle famiglie Kalibr, Oniks e Zircon, oltre a sistemi antiaerei, siluri e un elicottero imbarcato Ka-27. Elementi che la rendono versatile tra difesa, controllo e capacità offensive. È anche per questo che ogni avvistamento, soprattutto così vicino alle coste italiane, finisce per diventare un segnale: non sempre clamoroso, non sempre dichiarato, ma abbastanza forte da spingere chi deve osservare a farlo da vicino. E a lasciare aperta la domanda su quale sarà la prossima rotta.


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