Museo Guatelli, gli oggetti del mondo contadino diventano tesori d’arte

Circa 60 mila oggetti di uso comune nella vita dei contadini e degli artigiani: falci, asce, martelli, ferri da cavallo, coltelli, chiavi, orologi, ruote, ferraglia arrugginita, barattoli di metallo, vasi di coccio, vetro, utensili di legno d’ogni genere, strumenti musicali, scarpe, pupazzi, giocattoli, calze rammendate, animali impagliati, valigie, telai. Sono i pezzi che compongono il museo etnografico Ettore Guatelli nel podere Bellafoglia a Ozzano Taro, frazione di Collecchio in provincia di Parma.

Il museo ospita la grande collezione di oggetti correlati alla vita contadina raccolti da Ettore Guatelli, nato nel 1921 e divenuto maestro elementare nei primi anni del dopoguerra:interessato agli oggetti in quanto testimonianza della storia dell’Uomo, era soprattutto affascinato dalle storie che essi portano con sé e sono in grado di narrare. Il museo si regge oggi sui contributi dei soci della Fondazione Guatelli (cui partecipano anche tre Comuni) e le visite guidate: circa 4.200 l’anno (5 euro a biglietto), ma se ci fossero piu’ fondi il potenziale potrebbe salire a 8.000.