A quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna a scuotere la cronaca giudiziaria con una svolta inattesa. Mercoledì scorso i carabinieri si sono presentati alla porta di Andrea Sempio, a Voghera, con un mandato di perquisizione in mano. L’obiettivo era preciso: sequestrare materiale informatico, tra cui un vecchio elaborato risalente al 2013, che lo stesso Sempio ha indicato come potenzialmente presente su un computer o su una chiavetta.
Il documento in questione è stato prodotto nell’ambito di un corso di giornalismo, durante il quale agli studenti fu proposto di cimentarsi con un caso di grande eco mediatica. “Gli fu assegnato come tema proprio l’omicidio di Chiara Poggi, che già allora era considerato, amaramente, ‘di moda’”, ha spiegato l’avvocato Massimo Lovati, difensore di Sempio, raggiunto dall’Adnkronos. Il legale ha minimizzato la rilevanza dell’elaborato, sostenendo che “non ci preoccupa assolutamente”, sottolineando come si tratti di un esercizio scolastico e non di una prova sospetta.
Leggi anche: “Trovato nel canale”. Garlasco, la conferma dopo le ricerche dei vigili del fuoco a Tromello

Chiara Poggi, parla l’avvocato di Andrea Sempio: “Giorni difficili”
Eppure, la procura di Pavia ha deciso di riaprire un capitolo che molti ritenevano ormai chiuso. Nel dicembre del 2014, infatti, era arrivata la condanna definitiva a 16 anni per Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima, accusato e giudicato colpevole in una lunga e tormentata sequenza processuale culminata con la quinta sentenza del suo nome. Mentre oggi Stasi sconta la pena nel carcere di Bollate, il focus investigativo si sposta di nuovo su Sempio, già indagato nel 2016 e poi archiviato su richiesta della stessa procura.

Martedì 20 maggio, alle ore 14, Andrea Sempio è atteso in Procura a Pavia per un interrogatorio. Potrà scegliere se avvalersi della facoltà di non rispondere oppure rilasciare dichiarazioni spontanee. La sua posizione è nuovamente oggetto di accertamenti nell’ambito di un’indagine per omicidio in concorso: resta da chiarire se con soggetti ancora ignoti o, come lasciano intuire alcune ricostruzioni, con lo stesso Stasi. Un’inchiesta che riapre interrogativi che si credevano sepolti, e che oggi ritornano in superficie portando con sé nuove domande e poche certezze.

Il ritrovamento e l’acquisizione dell’elaborato del 2013 sembrano destinati ad alimentare un dibattito già complesso, in cui memoria collettiva, giustizia e cronaca si intrecciano senza soluzione di continuità. A Garlasco, il tempo sembra essersi fermato a quel 13 agosto 2007, e ogni nuovo elemento, per quanto apparentemente marginale, rischia di riscrivere la storia di un delitto mai veramente dimenticato.


