Il caso di Delitto di Garlasco continua a restare al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria, alimentato da nuovi elementi che riaprono interrogativi mai del tutto sopiti. A quasi vent’anni dai fatti, ogni dettaglio torna a essere analizzato con attenzione, soprattutto alla luce delle nuove indagini coordinate dalla Procura di Pavia, che stanno rileggendo atti e intercettazioni del passato.
Tra i materiali emersi nelle ultime ore c’è una conversazione registrata all’indomani dell’interrogatorio di Marco Poggi, fratello della vittima, incentrato sulla visione di un presunto “video intimo” che coinvolgerebbe Chiara Poggi e il fidanzato di allora, Alberto Stasi. L’audio, trasmesso durante la trasmissione Quarta Repubblica, mostra un dialogo tra l’ex capitano dei carabinieri Gennaro Cassese e la madre di Chiara, Rita Preda.
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Garlasco, l’intercettazione della mamma di Chiara Poggi
Nel corso della conversazione è la stessa donna a raccontare: “Ieri quando ero tornata ho chiesto a mio figlio del video. Mi ha detto che lui non l’aveva visto”. Cassese conferma: “Infatti lo ha detto pure a me”. Ma subito emerge un elemento di tensione, perché la madre aggiunge: “Perché poi ieri sera mi diceva: non mi crede il capitano”. A quel punto l’ufficiale chiarisce la sua posizione: “È difficile, non è che non gli credo, gli ho detto guarda non è che tu lo hai visto tutto, ma forse qualche immagine, qualcosa, perché stai là vicino al monitor, qualcosa ee lui mi dice ‘no, ma non l’ho visto’. Gli ho detto ‘guarda tu devi parlare con me lasciando stare il fatto che io adesso sia carabiniere. Tu mi devi dire le cose come stanno. Perché è nell’interesse di capire che cosa possa essere successo’”.

Il passaggio successivo rafforza ulteriormente il quadro: “Certo, lui mi ha detto, anche a me ha detto ‘io non l’ho visto il video’. Mi fa ‘ho visto che lo stava scaricando. Dal computer dell’Alberto Chiara lo scaricava sul suo. Comunque adesso esattamente insomma, lui non lo ha visto, ha visto però che lei lo scaricava. Perché mi ha poi… mi ha spiegato anche un tipo di programma, ma io non capisco niente di quelle cose lì”. Una ricostruzione che Cassese commenta con una battuta: “Siamo in due con queste cose a non capirci nada”.
Tornati in studio, Nicola Porro interroga la giornalista Lodovica Bulian sul significato attuale di quell’intercettazione e sul motivo per cui Cassese sia stato indagato per falsa testimonianza. La risposta apre uno scenario più ampio: “Perché già pensavano che quel video intimo avesse un peso. Ce l’aveva già nel 2007, a sentire questa intercettazione. I pm di oggi e i carabinieri di Milano dicono ‘guardate che già all’epoca lo stesso Cassese che indagava sul delitto di Garlasco forse aveva qualche dubbio sulla versione di Marco Poggi’. Hai sentito la mamma che dice ‘ma mio figlio dice che il capitano non mi crede’. Ed effettivamente forse Cassese in quel momento non era convinto di quello che diceva Marco Poggi”.


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— Quarta Repubblica (@QRepubblica) May 25, 2026
Un elemento che oggi torna sotto la lente degli inquirenti, pur con una precisazione fondamentale: Marco Poggi non risulta coinvolto nel delitto. Tuttavia, secondo quanto evidenziato dalla Procura, resterebbero alcune incongruenze nelle sue dichiarazioni dell’epoca. Ed è proprio su queste sfumature, su dettagli apparentemente marginali ma potenzialmente decisivi, che si gioca una nuova fase dell’inchiesta, nel tentativo di fare piena luce su uno dei casi più discussi della cronaca italiana.


