Una notte trascorsa tra paura, choc e una richiesta disperata di aiuto ha fatto emergere a Mestre una vicenda che ora scuote profondamente Venezia e che viene affrontata dagli investigatori con la massima cautela. Una ragazza di 17 anni ha denunciato di essere stata vittima di violenza sessuale all’interno della casa in cui viveva insieme al compagno, al loro bambino di appena tre mesi e a un coinquilino, indicato come presunto autore dell’aggressione. Il racconto della giovane ha aperto un’indagine delicatissima, aggravata non solo dalla gravità delle accuse, ma anche dalla minore età della vittima e dal contesto domestico in cui i fatti sarebbero avvenuti.
L’allarme è scattato nella notte tra sabato 9 e domenica 10 maggio, quando l’adolescente, di origine bengalese, ha contattato i numeri di emergenza riferendo quanto sarebbe successo poco prima tra le mura dell’abitazione. Una telefonata drammatica, arrivata in un momento di estrema vulnerabilità, durante la quale la giovane avrebbe denunciato di essere stata aggredita sessualmente dal coinquilino approfittando dell’assenza temporanea del suo compagno. La chiamata ha immediatamente mobilitato i carabinieri, intervenuti rapidamente sul posto.

Il caso è delicato, tenuto conto anche della minore età della ragazza. Gli inquirenti stanno mantenendo il massimo riserbo sugli accertamenti e le indagini però il presunto violentatore, che è anche connazionale della vittima, sarebbe ricercato perché fuggito mentre la 17enne allertava i militari.

A quanto sembra la momentanea mancata presenza del compagno della vittima avrebbe permesso al presunto stupratore di compiere l’atto illegale. Una nottata da incubo per l’adolescente, terrorizzata da un episodio così violento.


