Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Mi arrendo”. Garlasco, il confronto tra De Rensis e Garofano

  • Italia

L’ennesimo confronto televisivo sul delitto di Garlasco ha riportato sotto i riflettori uno degli aspetti più controversi dell’intera vicenda: quello delle intercettazioni e delle loro trascrizioni. Nel corso dell’ultima puntata settimanale di Storie Italiane, il dibattito si è acceso attorno a un elemento che, a distanza di anni, continua a sollevare interrogativi e polemiche tra esperti, legali e opinione pubblica.

>> “Trovato sull’Estathé”. Omicidio Garlasco, la scoperta della polizia scientifica sui rifiuti di Chiara Poggi

La trasmissione condotta da Eleonora Daniele ha dedicato ampio spazio alle novità emerse nelle ultime settimane sull’inchiesta relativa all’omicidio di Chiara Poggi, concentrandosi soprattutto su alcune apparenti incongruenze emerse tra le vecchie e le nuove interpretazioni di materiale investigativo già noto. In studio erano presenti l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, e l’ex comandante dei Ris, Luciano Garofano.


Garlasco, la soluzione sembra ancora lontana

A far discutere è stata in particolare una conversazione attribuita ad Andrea Sempio, tornata al centro dell’attenzione dopo nuove analisi. La stessa conduttrice ha evidenziato una differenza che ritiene difficile da ignorare. “Fatalità, nel 2017 era stata ritenuta non attinente da tutti gli inquirenti, nel 2025 tutto viene trascritto come ‘sì, si sono filmati perché hanno visto dei filmati porno’. Considerata non attinente prima e poi trascritta, come è possibile che ci sia tanta differenza?”.

Una domanda che ha aperto un lungo confronto in studio. Da una parte la necessità di comprendere come una stessa intercettazione possa essere interpretata in maniera così diversa a distanza di anni; dall’altra la prudenza invocata da chi ritiene indispensabile analizzare ogni elemento nel suo contesto originale prima di trarre conclusioni definitive.

A intervenire è stato quindi Luciano Garofano, che ha posto l’attenzione sul comportamento mostrato da Sempio durante gli interrogatori. “Vorrei fare un commento sull’interrogatorio, c’è un passaggio importante, non vedo nessun atteggiamento ostativo, collaborativo. che vuole chiarire rispetto a quello che gli viene letto del precedente interrogatorio il PM. Per me è assolutamnete collaborativo, non osservo nulla di diverso, ci tiene a precisare con grande serenità, sorride, si interfaccia con il PM. Per le trascrizioni, non sono in grado di dare un giudizio, credo che debbano essere ascoltate con cura, contestualizzate, capire quanto è stato trascritto sia obiettivamente comprensibile, siamo cauti. La cautela la dobbiamo utilizzare anche per le trascrizioni, anche per capire con chi parlasse”.

Le parole dell’ex comandante dei Ris non hanno però convinto la padrona di casa. Daniele ha infatti ribadito il proprio punto di vista sottolineando come, a suo giudizio, non si tratti semplicemente di differenti interpretazioni linguistiche. “Non si parla di interpretazioni diverse delle parole, prima si dice ‘non attinente’, poi nel 2025 dopo anni nella stessa intercettazioni si dice che parla di filmati porno. Consentitemi, è lecito esprimere pensieri, una cosa del genere non è normale, non sto dicendo che qualcuno abbia sbagliato e altri no, ma è anomalo quello che stiamo vedendo”.

A quel punto il dibattito si è ulteriormente acceso con l’intervento dell’avvocato Antonio De Rensis, che ha condiviso le perplessità espresse dalla conduttrice. “Lei da alcuni giorni con grande perspicacia sta sottolineando questo aspetto, è fondamentale, è fondamentale. Con il rispetto che ho per il Generale, non voglio polemizzare, ma la discrepanza clamorosa, gigantesca che esiste tra le prime trascrizioni e le seconde non è anomalo, è grave, e lo ripeto. Se poi queste intercettazioni hanno avuto come supervisor, visto che ha firmato a nota conclusiva, il capo della Polizia Giudiziaria, il Luogotenente Sapone, che si è autodefinito nelle sit davanti ai PM ‘un po’ asino nelle intercettazioni’ tutto questo è grave, non c’è da contestualizzare un fico secco. Mi arrendo quando il Generale parla delle tecnologie scientifiche perché lui è uno scienziato e io non ho argomenti per ribattere, sarà materia di altri, ma qui è una questione di orecchio, questo è grave”.

Garofano ha quindi replicato invitando ancora una volta alla massima prudenza e alla verifica tecnica del materiale audio. “E’ vero, ma sono le trascrizioni che ha fatto il Nucleo Investigativo di Milano, nell’informativa, con tutto il rispetto per loro, sappiamo che alcune forzature sono state fatte. Dico quindi ascoltiamole tutte, o facciamole ascoltare a un perito, che ci dirà se ci sono discrasie così gravi”. Una proposta che ha trovato immediata risposta da De Rensis: “Lo stiamo facendo”.

La discussione si è conclusa con una riflessione della stessa Eleonora Daniele, che ha evidenziato come anche la difesa di Sempio stia seguendo la stessa strada. Un passaggio che potrebbe rivelarsi decisivo nel caso in cui la vicenda approdasse nuovamente nelle aule giudiziarie. “Se si dovesse andare a processo questa cosa è importantissima”, ha affermato la conduttrice, lasciando intendere quanto il tema delle trascrizioni, delle intercettazioni e della loro corretta interpretazione possa diventare uno dei punti centrali dei futuri sviluppi del caso Garlasco.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure