“Basta, è arrivato il momento”. Matteo Bassetti: “Io lo faccio da tre mesi”

Emergenza sanitaria, gli esperti restano ancora ‘divisi’ su un argomento ancora molto dibattuto. È possibile tornare a stringersi la mano? Durante una lunga intervista rilasciata per Adnkronos Salute, il primo a dire basta a pugni e gomiti è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. Ma su quanto affermato da Matteo Bassetti, non tutti sono d’accordo.

Contro il parere di Matteo Bassetti, quello del presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, che in occasione della presentazione a Roma del volume ‘I numeri del cancro in Italia 20210′, illustrato all’Iss e promosso dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), ha risposto: “E’ ancora presto”.

Matteo Bassetti stringere mano covid pareri diversi esperti

Tornare a stringersi la mano, però, per Matteo Bassetti è possibile. L’esperto si è espresso con queste parole: “Io la mano la stringo e la do da 3 mesi, quindi spero e mi auguro che altri possano tornare a farlo. Basta pugni e gomiti” che per tutta la pandemia di Covid ci hanno costretto a una distanza dall’altro”.


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E ancora: “Vedo che il presidente Draghi qualche volta dà la mano e qualche volta il pugno, ma potrebbe riprendere il normale saluto che conosciamo, simbolo di contatto, fraternità e uguaglianza”, ha aggiunto per Adnkronos il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

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“C’è un grosso paradosso”, osserva ancora Matteo Bassetti: “Non diamo la mano, ma facciamo cose ben peggiori. Cerchiamo di tornare alla stretta di mano o all’abbraccio”. E a prendere parola è stato poi l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata.

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“Oggi il saluto con il pugno o il non abbracciarsi sono un repertorio comportamentale che non può giustificarsi nel tempo del Green pass, perché la vaccinazione ha, evidentemente, trasformato la situazione che aveva generato quelle misure di cautela sociale”.