A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, continuano a emergere dettagli delle nuove attività investigative che stanno riportando l’attenzione su elementi già noti e su altri rivalutati dagli inquirenti. Tra questi c’è la cosiddetta “impronta 33”, la traccia rinvenuta sulle scale della villetta di via Pascoli dove il 13 agosto 2007 venne uccisa Chiara Poggi. Un elemento che negli ultimi mesi è tornato al centro del dibattito, anche alla luce degli interrogatori e delle deposizioni raccolte nell’ambito della nuova inchiesta.
Tra le persone ascoltate figura anche Marco Poggi, fratello della vittima. La sua deposizione, registrata oltre un anno fa e tornata ora d’attualità, è stata riproposta durante una puntata di Quarta Repubblica, il programma di approfondimento di Rete4. Nel corso dell’interrogatorio, gli investigatori si sono soffermati proprio sull’impronta attribuita ad Andrea Sempio, amico di Marco e frequentatore abituale della casa dei Poggi all’epoca dei fatti.
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Nel dialogo mostrato dalla trasmissione, la pubblico ministero illustra il significato della traccia rinvenuta sulle scale. “Una delle impronte del vano Scala è in particolare questa impronta qui (gli mostra la 33, ndr), che si trovava proprio sopra il… diciamo… tra il terzo e il quarto gradino della scala, quindi proprio la posizione in cui era inizialmente Chiara prima di scivolare giù. Questa impronta è stata attribuita con certezza ad Andrea Sempio”. Di fronte a questa affermazione, Marco Poggi si limita ad annuire e risponde semplicemente: “Ok”.

L’inquirente insiste quindi sull’importanza dell’elemento investigativo, sottolineando come, a differenza di altre prove discusse negli anni, su quella traccia non vi sarebbero incertezze. “Con certezza. Su questa, al contrario del DNA, non ci sono dubbi. Questa è proprio con sicurezza l’impronta di Andrea Sempio. E quindi, proprio per questo, per noi è rilevante sapere…”. La procura punta infatti a comprendere in quale contesto quella traccia possa essere stata lasciata e se possa avere un collegamento con i fatti del 2007.

La deposizione di Marco #Poggi sull'impronta 33#garlasco #quartarepubblica pic.twitter.com/P0vj4XZ28I
— Quarta Repubblica (@QRepubblica) June 22, 2026

La risposta di Marco Poggi, tuttavia, non sembra rafforzare automaticamente la nuova pista investigativa. Il fratello di Chiara ricorda infatti che Sempio frequentava regolarmente l’abitazione e che non considera sorprendente la possibile presenza di sue tracce all’interno della casa. “Io confermo quello che ho detto prima, nel senso che è possibile che siamo andati giù in cantina, è possibile che siamo andati tutti, nel senso che ho portato tutti. Più di questo, onestamente, non… non è possibile ricordare. È impossibile, sono passati… ma anche se me lo chiedevate nel 2007, probabilmente, non potevo avere il ricordo certo se eravamo scesi o no. È possibile, cioè nel senso non lo vedo improbabile”. Una valutazione che evidenzia come, almeno per lui, l’impronta da sola non basti a chiarire il mistero che ancora circonda il caso.


