Nuovi dettagli scuotono l’inchiesta che coinvolge Andrea Sempio, nuovamente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Questa volta, però, l’attenzione della procura si è spostata su uno dei protagonisti indiretti della vicenda: l’avvocato Massimo Lovati, ex legale di Sempio. L’uomo è noto per le sue dichiarazioni sopra le righe e per un carattere fuori dagli schemi.
Lovati aveva sostenuto di “non possedere conti correnti”, ma le indagini della procura di Brescia ne avrebbero individuati ben otto. Il dato, trapelato nelle ultime ore, emergerebbe da documenti confluiti nell’inchiesta per corruzione che coinvolge l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti e alcuni militari. A riaccendere i riflettori sulla figura di Lovati è stata un’intervista rilasciata da Daniela Ferrari, madre di Sempio, alla trasmissione Le Iene. La conversazione, trascritta dagli investigatori della squadra omicidi e dei carabinieri di Milano, conteneva frasi destinate a far discutere. Parlando di Lovati, la donna lo aveva definito “il barbonissimo” e aveva aggiunto: “Quello con due cognacchini lo compri”.
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Garlasco, nuovi sviluppi su Massimo Lovati: cosa hanno trovato
L’avvocato, soprannominato “Gerry La Rana”, aveva abbandonato la difesa di Sempio per decisione dello stesso assistito, che avrebbe preferito cambiare strategia. Tra le ragioni del distacco, secondo quanto emerso, vi sarebbero state divergenze profonde sull’impostazione del caso e la partecipazione televisiva di Lovati a un programma condotto da Fabrizio Corona, episodio che aveva suscitato perplessità tra i consulenti del team difensivo.

Durante un’intervista concessa al programma Farwest, Lovati aveva ribadito la sua immagine di avvocato “senza fronzoli”, affermando: “Io non ho una lira in tasca, ho solo delle cartacce. Non ho manco un conto corrente. Come ho fatto nella vita? Sono campato”. Parole che oggi appaiono in netto contrasto con quanto emerso dagli accertamenti della procura. Gli inquirenti di Brescia, infatti, hanno rintracciato otto conti a suo nome: solo uno risulta inattivo, mentre gli altri sarebbero ancora operativi.
Secondo le verifiche bancarie, tra i rapporti individuati ci sarebbero conti aperti presso istituti italiani, piattaforme online e wallet digitali utilizzati per pagamenti transfrontalieri. Uno dei conti, cointestato con una donna, risulterebbe privo di movimenti, mentre un altro, aperto presso una finanziaria, è attualmente oggetto di ulteriori analisi. Fonti investigative riferiscono che in diversi conti non sarebbero emerse anomalie, ma su altri sono in corso verifiche per accertare eventuali discrepanze e responsabilità.

Il quadro, già complesso, si intreccia così con l’inchiesta principale sul delitto di Garlasco e con l’indagine per corruzione che ha toccato ambienti giudiziari e investigativi di alto livello. Sebbene Lovati non risulti indagato in questa fase, la scoperta dei conti contraddice le sue dichiarazioni pubbliche e solleva nuovi interrogativi sulla gestione economica e professionale di uno dei personaggi più eccentrici legati alla vicenda.
In attesa di ulteriori sviluppi, resta da capire se le nuove informazioni avranno ripercussioni sull’indagine che riguarda Andrea Sempio o se rappresenteranno un capitolo parallelo, ma comunque significativo, di una storia giudiziaria che da quasi vent’anni continua a riservare colpi di scena.


