Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Le mie bimbe sono morte”. Sorelle scomparse, la frase choc della madre di Alisya e Sarah: cosa si scopre ora

  • Italia

Per oltre due settimane l’angoscia ha accompagnato ogni ora delle ricerche. Appelli disperati, sopralluoghi nei boschi, segnalazioni arrivate da diverse regioni e decine di volontari impegnati senza sosta avevano trasformato la scomparsa di due giovanissime sorelle in uno dei casi di cronaca più seguiti delle ultime settimane. Un’intera comunità è rimasta con il fiato sospeso, nella speranza che il finale potesse essere diverso da quello che molti temevano.

Con il passare dei giorni, l’apprensione era cresciuta sempre di più. Gli investigatori avevano battuto numerose piste, analizzato immagini delle telecamere e monitorato contatti e spostamenti, mentre familiari e associazioni continuavano a lanciare appelli pubblici affinché le ragazze potessero tornare presto al sicuro.


Sorelle scomparse, la svolta dopo quattordici giorni di ricerche

La tanto attesa svolta è arrivata nella serata di domenica 21 giugno. Le due sorelle, Alisya e Sarah Di Giacinto, scomparse dalla casa famiglia Hope di Civitella Alfedena, sono state ritrovate vive a Formia, nel quartiere Scacciagalline, all’interno di un appartamento situato al quarto piano di una palazzina Ater di edilizia popolare.

Per riportarle in sicurezza è stato necessario un imponente intervento delle forze dell’ordine. Circa ottanta carabinieri, alcuni dei quali equipaggiati con tenute antisommossa, hanno fatto irruzione nell’edificio nel corso di un blitz scattato nel tardo pomeriggio e coordinato dalla Procura di Sulmona. Le due minorenni si trovavano nell’abitazione di proprietà di uno zio della madre. All’interno dell’appartamento era presente anche la moglie dell’uomo, una donna di 80 anni che risulta attualmente indagata a piede libero.

Secondo quanto emerso nelle prime ore successive al ritrovamento, le ragazze erano in buone condizioni di salute, anche se profondamente provate e spaventate dopo i quattordici giorni trascorsi lontano dalla struttura. Poco prima dell’una di notte hanno lasciato l’abitazione accompagnate dai militari. Ad attenderle, sotto il palazzo, c’erano decine di residenti che hanno accolto il loro passaggio con un lungo applauso spontaneo.

Successivamente, le due sorelle sono state trasferite insieme al loro tutore, il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, in una nuova casa famiglia nel Sud del Lazio, dove saranno seguite nelle prossime settimane da personale specializzato.

Determinante per la svolta investigativa sarebbe stata un’utenza telefonica già finita sotto l’attenzione degli inquirenti. Secondo una prima ricostruzione, una delle ragazze avrebbe effettuato una videochiamata verso un numero monitorato dagli investigatori. Questo elemento avrebbe consentito ai carabinieri di localizzare rapidamente l’appartamento e di organizzare l’intervento nel giro di poche ore.

Sul fronte giudiziario, la Procura di Sulmona ha disposto provvedimenti nei confronti della madre delle ragazze, Valentina D’Acunto, del compagno Vincenzo Esposito e del padre della donna, Marco D’Acunto. I tre sono stati interrogati durante la notte negli uffici del procuratore Luciano D’Angelo e, al termine degli accertamenti, trasferiti in carcere. Gli investigatori stanno cercando di chiarire se vi sia stato un piano organizzato per sottrarre e nascondere le due sorelle. A rendere ancora più delicata la vicenda sono alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal legale della madre, Enrico Mastantuono. “Valentina pensa che le ragazze non ci sono più, sono morte, perché dice: ‘è impossibile che se sono ancora vive non abbiano trovato il modo di tornare da me'”, aveva affermato l’avvocato.

“Il silenzio di Valentina – aggiungeva il legale – è un silenzio-verità, perché non si può quantificare il dolore di una mamma. Lei sa bene come stanno le cose, il marcio che c’è sotto e che ha portato alla tragedia. Lei non è una showgirl, c’è chi fa il frontman in questa situazione, ma lei non fa la showgirl”. Lo stesso difensore aveva inoltre dichiarato: “tutta questa storia avrà sicuramente un lieto fine perché non sono stati trovati i corpi. La ragione mi dice questo, il cuore mi dice ben altro. Perché le ragazzine non possono stare senza punti di riferimento per due settimane. Mi fa ben sperare la notizia che avrebbero portato con sé trucchi ed effetti personali”. E ancora: “Valentina e il compagno Vincenzo, di Torre del Greco – concludeva Mastantuono –, sono insieme a Minturno. Vincenzo l’ha accompagnata quando lei è andata a trovare le figlie il 17 maggio, l’ultima volta. Ha scaricato la macchina. Lui è un’altra vittima, sarà un’altra costituenda parte civile in tutta questa storia”.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure