Una nuova tragedia in montagna ha colpito il Monte Pasubio, sul versante vicentino. Due giovani alpinisti, un ragazzo di 26 anni e una ragazza di 25, hanno perso la vita dopo essere precipitati per circa cento metri nella zona dello Sojo d’Uderle. L’incidente è avvenuto nella tarda mattinata di domenica 14 giugno, durante un’uscita in cordata. Un terzo componente del gruppo è stato invece recuperato vivo.
L’allarme è scattato poco prima di mezzogiorno, quando la macchina dei soccorsi si è attivata per raggiungere l’area dell’incidente. Il terzo alpinista, rimasto assicurato alla parete, è stato individuato e tratto in salvo dall’elicottero. Secondo le prime informazioni, il giovane era sotto choc per quanto accaduto ai due compagni, entrambi vicentini. Per loro, purtroppo, non c’è stato nulla da fare: la caduta è stata troppo violenta.

Monte Pasubio, due alpinisti morti nello Sojo d’Uderle
Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente complesse a causa della zona impervia e delle condizioni meteo. La presenza di nebbia ha reso più difficile l’intervento dei mezzi di soccorso e ha imposto l’utilizzo dell’elicottero proveniente da Trento. I soccorritori hanno lavorato in uno scenario difficile, tra pareti, vuoti e visibilità ridotta, per raggiungere i corpi e mettere in sicurezza l’unico superstite.
Le vittime sarebbero due giovani vicentini, impegnati in un’area conosciuta dagli appassionati di montagna ma caratterizzata da passaggi delicati. Lo Sojo d’Uderle è uno dei settori del Pasubio frequentati dagli alpinisti, un ambiente severo dove anche un errore, un cedimento o una perdita di equilibrio possono avere conseguenze drammatiche. La dinamica esatta della caduta resta comunque al vaglio degli inquirenti.
Secondo le prime ricostruzioni, i due sarebbero precipitati lungo la parete per un centinaio di metri, mentre il terzo componente della cordata sarebbe rimasto appeso e assicurato alla roccia. Saranno ora gli accertamenti a chiarire cosa sia accaduto: se ci sia stato un problema tecnico, un distacco, una scivolata o un altro fattore improvviso. In montagna, a volte, il confine tra controllo e tragedia è sottile come una lama di vento.
L’incidente sul Pasubio arriva in un fine settimana già segnato da diverse vittime sulle Alpi, tra Monte Bianco, Gran Paradiso e Cervino. Un bilancio pesantissimo, che riporta l’attenzione sui rischi delle uscite in quota anche per persone preparate. Restano il dolore per due vite spezzate troppo presto, lo choc dell’amico sopravvissuto e il lavoro dei soccorritori, chiamati ancora una volta a intervenire dove la montagna mostra il suo volto più duro.


