Sono state ritrovate domenica sera a Formia, in provincia di Latina, due sorelle minorenni di 15 e 11 anni che risultavano irreperibili da circa due settimane dopo l’allontanamento da una struttura di accoglienza nell’area dell’Appennino abruzzese. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le ragazze avrebbero trascorso gran parte del periodo in un’abitazione con le persiane abbassate, in una condizione di isolamento che ora sarà oggetto di ulteriori accertamenti.
Il rintraccio è avvenuto al termine di un’attività investigativa coordinata dall’autorità giudiziaria competente e condotta con il supporto di più reparti dell’Arma. Le minori sono state trovate vive e in condizioni fisiche giudicate nel complesso buone, ma con segnali di forte provazione legati ai giorni trascorsi lontano da qualsiasi contatto esterno.
Il ritrovamento a Formia e le prime verifiche
L’intervento dei carabinieri è scattato in un appartamento di edilizia popolare. All’interno, le due sorelle sarebbero state ospitate da una donna anziana, indicata come parente della madre, che le minori avrebbero chiamato “zia”. Al momento dell’accesso, i militari hanno avviato le verifiche immediate sulla situazione e sulle condizioni psicologiche delle ragazze.
Le prime informazioni raccolte dagli inquirenti descrivono un quadro di isolamento prolungato: le minori sarebbero rimaste nella stessa stanza per diversi giorni, con contatti limitati e con la televisione come unica compagnia. Gli specialisti incaricati dovranno ora valutare l’impatto della permanenza e definire il percorso di supporto più adeguato.
Indagini e provvedimenti: tre persone in arresto
La svolta sarebbe arrivata attraverso l’analisi di comunicazioni e spostamenti ritenuti utili all’individuazione del luogo in cui si trovavano le ragazze. In particolare, una videochiamata verso un numero già monitorato avrebbe consentito di restringere il campo e localizzare l’appartamento, permettendo l’organizzazione del blitz.
Nelle ore successive al ritrovamento sono stati eseguiti tre arresti con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. In carcere sono finiti la madre delle minori, il suo compagno e il nonno materno, ritenuti dagli investigatori coinvolti nell’organizzazione e nella gestione della permanenza delle ragazze nel nascondiglio.
La reazione del padre e il messaggio sui social
Il padre delle due sorelle, che nelle ultime settimane aveva partecipato alle ricerche e rivolto appelli pubblici, avrebbe accusato un malore dopo aver ricevuto la notizia del ritrovamento ed è stato accompagnato in ospedale. A riferirlo è stato il suo legale, che ha parlato di un momento di forte commozione.
In un breve post pubblicato sui social, l’uomo ha espresso sollievo per l’esito delle ricerche e ha scritto che le figlie sono “sane e salve” dopo giorni definiti difficili. Ha inoltre assicurato la propria vicinanza, sottolineando l’intenzione di ripartire e ricostruire una normalità.
Le minori in struttura protetta: accertamenti in corso
Le due sorelle si trovano ora in una struttura protetta e restano sotto tutela istituzionale. Proseguono gli accertamenti per chiarire ogni fase della vicenda, dall’allontanamento iniziale fino all’eventuale rete di persone che avrebbe contribuito a mantenerle nascoste per oltre due settimane.
Gli inquirenti dovranno definire ruoli e responsabilità, oltre a ricostruire con precisione i contatti e i movimenti dei giorni successivi alla scomparsa. Al momento, l’attenzione resta concentrata sulle condizioni delle minori e sulle misure di protezione necessarie durante le prossime fasi del procedimento.


