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“Profondo imbarazzo”. Garlasco, le nuove scoperte nelle indagini e scoppia il caso

  • Italia

Continua a tenere banco il caso di Garlasco, con le ultime novità che riaccendono l’attenzione sulle indagini. Due i fronti, distinti ma intrecciati: da un lato prosegue l’inchiesta per corruzione che coinvolge l’ex pm Mario Venditti, dall’altro la Procura di Pavia approfondisce le verifiche sull’omicidio di Chiara Poggi. I risultati degli esami dattiloscopici sui resti della spazzatura della villetta di via Pascoli sembrano però escludere nuovi sviluppi rilevanti, pur lasciando aperti alcuni interrogativi cruciali.

Mentre Mario Venditti si prepara ad affrontare per la terza volta il Riesame di Brescia, opponendosi al sequestro dei propri dispositivi, l’accusa nei suoi confronti resta pesante: avrebbe archiviato le indagini su Andrea Sempio nel 2017 dietro pagamento di una somma tra i 20 e i 30 mila euro. Parallelamente, il gip Daniela Garlaschelli ha incaricato il perito Giovanni Di Censo di riesaminare i fogli di acetato con le impronte trovate nel 2007, per verificare se tra quelle tracce potessero emergere elementi nuovi o inattesi.

Leggi anche: “Sono le sue impronte”. Garlasco, arrivati i risultati delle analisi: la scoperta


“Profondo imbarazzo”. Garlasco, le nuove scoperte nelle indagini e scoppia il caso

Le impronte considerate utili per il confronto erano state individuate sulla porta d’ingresso, sul garage e su alcuni rifiuti. Dalle analisi è emerso che la prima appartiene a un sottufficiale dei carabinieri, la seconda a Marco Poggi, fratello della vittima, inizialmente indicato per errore sulla porta d’ingresso. Tutte le altre tracce, invece, sono risultate riconducibili alla stessa Chiara Poggi. Nessun indizio, dunque, che possa legare il materiale a Sempio, come ribadito dai suoi legali: “Non ci siamo preoccupati di fronte alle indiscrezioni”.

Nonostante i nuovi riscontri, resta irrisolto il mistero dell’impronta numero 10, trovata sulla parte interna della porta del villino e mai attribuita. Un dettaglio che continua ad alimentare dubbi e supposizioni su cosa accadde davvero quella mattina del 13 agosto 2007. La Procura non esclude ulteriori accertamenti, ma al momento non emergono elementi tali da riaprire formalmente le indagini contro terzi.

Sulle ultime evoluzioni è intervenuta anche Selvaggia Lucarelli, che ha commentato con tono critico la direzione assunta dalle indagini. “Continua questo continuo imbarazzo”, ha scritto la giornalista in una storia su Instagram, sottolineando la confusione che circonda l’inchiesta. “Non sanno più cosa cercare, chi, perché”, ha aggiunto, esprimendo il disappunto per quella che definisce una “caccia” a suon di analisi senza una linea investigativa chiara.


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