Il delitto di Garlasco torna ancora una volta al centro dell’attenzione pubblica, riaccendendo un caso che da quasi vent’anni divide l’opinione pubblica e continua a generare nuovi interrogativi. L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, resta una delle vicende giudiziarie più discusse della cronaca italiana. Per quel delitto Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione, ma il dibattito attorno alle indagini e ai protagonisti di quella lunga stagione processuale non si è mai realmente spento.
A riaprire il fronte mediatico è stata Francesca Bugamelli, youtuber conosciuta sul Web come Bugalalla, che ha pubblicato un nuovo video contenente intercettazioni effettuate dai carabinieri di Vigevano durante l’inchiesta su Alberto Stasi. Gli audio, che lei definisce “inediti”, in realtà risultano già depositati agli atti dalla Procura di Vigevano al termine delle indagini preliminari nel 2008 e confluiti nei vari gradi di giudizio: dal procedimento del 2009 davanti al gup Stefano Vitelli, passando per la Corte d’assise d’appello di Milano nel 2011, fino alla Cassazione del 2013, all’appello bis del 2014 e alla sentenza definitiva del 2015.

Garlasco, pubblicate intercettazioni Garofano: “Diffuse notizie riservate”
Secondo la ricostruzione proposta dalla youtuber, le registrazioni dimostrerebbero il “coinvolgimento dell’ex Generale dell’Arma dei Carabinieri e Comandante dei RIS, Luciano Garofano, nella diffusione di materiale riservato, nel mentre si svolgevano le indagini sulla morte di Chiara Poggi”. Nel filmato vengono diffuse anche alcune conversazioni intercettate tra il 2007 e il 2008 tra Rita Preda, madre della vittima, l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, e l’ingegner Paolo Reale, cugino di Chiara e consulente tecnico informatico.
Proprio da quelle telefonate emergerebbero, secondo Bugalalla, “nuovi fattori – sostiene Bugalalla – che includono copie non autorizzate del disco fisso del personal computer nella camera di Chiara Poggi, la presenza di una testimone alla quale, secondo il suo racconto, i carabinieri avrebbero fatto cambiare versione e una nuova posizione nella vicenda per Marco Poggi”. Il fratello della 26enne uccisa si trovava in vacanza in Trentino con i genitori al momento del delitto, ma il suo nome torna ora evocato in una chiave che potrebbe riaccendere polemiche e sospetti.

Chiamato in causa, il generale Luciano Garofano ha fatto sapere di aver già trasmesso il materiale al proprio legale per ogni valutazione del caso e ha definito le registrazioni “decontestualizzate”. Una replica che non chiude la vicenda, ma che anzi contribuisce ad alimentare un clima di tensione attorno a un processo che sembrava ormai cristallizzato nelle sue conclusioni definitive.
E mentre il video continua a circolare online, un altro tassello si aggiunge alla complessa storia giudiziaria. Nello stesso giorno, infatti, i legali di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, hanno depositato una nuova consulenza difensiva relativa allo scontrino del parcheggio di Piazza Ducale a Vigevano. Secondo la difesa, la ricevuta sarebbe autentica e confermerebbe la presenza dell’uomo in città la mattina del 13 agosto 2007.

I pm di Pavia hanno ricevuto la copia originale del ticket del parchimetro, con orario 10.18. Un documento che già durante le indagini su Alberto Stasi era stato consegnato in copia il 4 ottobre 2008, quando Sempio era stato ascoltato come testimone dai carabinieri di Vigevano. L’amico di Marco Poggi ha sempre sostenuto di essersi recato a Vigevano quella mattina per acquistare un libro, senza però riuscire a entrare nel negozio perché chiuso. Una circostanza che aveva insospettito gli investigatori, portandoli a ipotizzare la possibile precostituzione di un alibi a distanza di oltre un anno dai fatti.
Ancora nei giorni scorsi, Sempio si è detto estraneo ai fatti ai microfoni del Tg1, arrivando ad affermare che la famiglia Poggi “non ha sospetti” nei suoi confronti. Tra intercettazioni che riemergono, accuse di materiale riservato diffuso e consulenze tecniche sullo scontrino di un parcheggio, il delitto di Garlasco continua così a vivere una nuova stagione di ombre e interrogativi, dimostrando come, a distanza di quasi vent’anni, la sua storia non abbia ancora smesso di far discutere.


