Emergono nuovi dettagli dalle carte della nuova indagine sul delitto di Garlasco. Mentre la Procura di Pavia prosegue gli approfondimenti su Andrea Sempio, oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, continuano ad affiorare intercettazioni e documenti finora rimasti inediti che contribuiscono ad alimentare il dibattito attorno al caso. Nelle ultime ore a far discutere è stata una conversazione pubblicata dal direttore del settimanale Giallo, destinata a riaccendere il confronto tra innocentisti e colpevolisti.
L’intercettazione, emersa proprio dalle carte della nuova inchiesta, riguarda Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio. Lo stralcio diffuso sui social mostra un dialogo che ha immediatamente attirato l’attenzione degli utenti, tanto da raccogliere centinaia di commenti nel giro di poche ore. Le parole della donna fanno riferimento alla possibilità di affrontare un processo e offrono uno spunto che in molti hanno interpretato come significativo nel quadro dell’indagine attualmente in corso.
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“Farà così”. Garlasco, il colpo di scena su Sempio arriva dalle parole della mamma
“Se chiedono l’archiviazione Andrea non l’accetta, lui vuole andare a processo in modo da avere l’estraneità, così è finita per sempre”, afferma Daniela Ferrari nell’intercettazione pubblicata dal direttore del settimanale. La mamma dell’attuale indagato si è sempre dimostrata certa dell’innocenza del figlio. La nuova intercettazione ha comunque suscitato molte reazioni. raccogliendo centinaia di commenti sui social. Da un lato c’è chi interpreta quelle parole come la dimostrazione della volontà di ottenere una pronuncia definitiva sulla propria innocenza, dall’altro chi continua a sollevare dubbi sulla posizione dell’indagato.

Tra i commenti comparsi sotto il post si leggono opinioni di segno opposto. “Non c’è problema perché sicuramente andrà a processo comunque”, scrive un utente. Un altro aggiunge: “Intanto poteva andare da Napoleone, visto che ne aveva l’occasione”, riferendosi alla scelta di Sempio di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio davanti alla Procura. Non mancano però anche messaggi di sostegno nei confronti del 38enne, con diversi utenti che invitano ad attendere gli sviluppi dell’inchiesta prima di esprimere giudizi.


Intanto il procuratore aggiunto Stefano Civardi continua a riesaminare l’indagine lampo del 2017. Nella memoria depositata agli atti vengono evidenziate numerose criticità: secondo la Procura, quell’inchiesta sarebbe stata “condotta frettolosamente e senza accessi agli atti ufficiali”, arrivando rapidamente all’archiviazione di Sempio senza approfondire tutti gli elementi disponibili. Civardi elenca inoltre 21 punti che, secondo l’accusa, potrebbero sostenere la nuova ipotesi investigativa, dal Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi fino all’impronta 33 trovata sulle scale della villetta di via Pascoli. Resta ora da capire quali saranno le prossime mosse degli inquirenti e se emergeranno ulteriori elementi in grado di imprimere una svolta all’inchiesta.


